Sunifar: i risultati ottenuti e gli obiettivi da raggiungere

Il presidente Sunifar ha voluto sottolineare, in apertura del suo intervento, come l’elemento che ha permesso di ottenere risultati importanti -per la farmacia in generale e per quella rurale in particolare- sia stata “la collaborazione e la sinergia con le altre componenti del sistema. Aver lavorato e formulato proposte gomito a gomito con la Fofi, l’Assofarm, l’Utifar, Federfarma Servizi e, in spirito di collaborazione costruttiva con il ministero della Salute, ha dato forza alle nostre richieste e ha convinto le istituzioni della loro validità”. Un metodo di lavoro nuovo, insomma, che ha prodotto e produce risultati.

Ne è una riprova l’adeguamento dei limiti di fatturato Ssn che danno diritto alle agevolazioni sugli sconti per le farmacie rurali sussidiate e per le altre a basso fatturato,  ottenuto dopo una attesa di troppi anni. Un obiettivo raggiunto proprio grazie a quello spirito di collaborazione sopra indicato, e grazie al supporto dei senatori Andrea Mandelli e Luigi D’Ambrosio Lettieri e degli altri senatori che “hanno messo la loro firma all’emendamento, dandogli così trasversalità e ancora maggiore forza”. Ora -ha precisato Silvia Pagliacci, ricordando il ruolo del ministro Beatrice Lorenzin, del viceministro dell’Economia, Enrico Morando, e del relatore del Ddl, Bachisio Lai- “il nostro settore ha ottenuto di fatto un finanziamento aggiuntivo di quasi 10 milioni di euro, che vanno a beneficio della parte più debole della categoria”.

Altra iniziativa a sostegno delle piccole farmacie è la polizza a favore dei titolari privi di collaboratori laureati, che in caso di malattia o infortunio possono ottenere un rimborso che consente loro di pagare un sostituto, garantendo così la continuità del servizio laddove la farmacia è spesso l’unico presidio sanitario di riferimento. “Stiamo parlando di un migliaio di colleghi -ha precisato il presidente Sunifar- che operano in condizioni di reale difficoltà e che potranno, con questa polizza, lavorare con maggiore tranquillità”.

Un altro successo ancora, e non soltanto per i rurali, ma per tutte le farmacie, è stata la definizione della nuova Tariffa nazionale dei medicinali, insieme con l’adeguamento del diritto addizionale notturno (portato per le farmacie rurali sussidiate a 10 euro). Al di là della doverosa rivalutazione -dopo 24 anni di congelamento rispetto all’incremento del costo della vita e all’inflazione- va sottolineato l’innovativo meccanismo di calcolo, che “riconosce economicamente il valore, la complessità e la delicatezza di questo atto professionale specifico del farmacista”. Peraltro questo lavoro, frutto anch’esso della “proficua attività di squadra”, ha permesso anche di aprire il Tavolo tecnico per la revisione della Farmacopea (la cui ultima revisione risale al 2010), che “consentirà di dare il nostro contributo fattivo su temi di rilevante impatto per la professione”.

 

I prossimi impegni

La presidente del Sunifar si è poi soffermata sui “lavori in corso”, primo tra tutti il rinnovo della Convenzione. Ecco una preziosa occasione -ha detto- per promuovere un riequilibrio tra la distribuzione diretta e la distribuzione per conto e per favorire l’erogazione dei nuovi servizi in ambito Ssn. Inoltre la convenzione sarà una occasione per compensare le condizioni di disagio in cui operano le sussidiate e per approfondire la riflessione sui criteri di ruralità che danno diritto all’indennità di residenza. Su quest’ultimo punto, Silvia Pagliacci ha presentato alcune osservazioni della Commissione interna, coordinata da Daniele Dani, secondo cui non può essere condivisibile la proposta varata dalle Regioni con l’Atto di indirizzo. Infatti, non è accettabile sostituire il concetto di ruralità con quello di farmacia disagiata, il cui unico parametro di riferimento dovrebbe essere il fatturato ai fini Iva.  Su questo -ha precisato Pagliacci- la legge è molto chiara nello stabilire che non si può prescindere dai criteri della popolazione e dell’ampiezza del territorio. Accanto a questi, la proposta della commissione è di valutare anche altri fattori che dimostrino il reale disagio sopportato dal titolare: tra questi, il fatturato Ssn, il fatturato Iva, la frequenza dei turni e la distanza della farmacia dal capoluogo, nonché, gli oneri derivanti dai principali servizi erogati.  Insomma, l’obiettivo principale è la ricerca di rivalutazione dell’indennità senza dimenticare i criteri di equità.

Il presidente del Sunifar ha poi accennato al dibattito sulla nuova remunerazione, che deve “mettere al riparo le farmacie dalle possibili future evoluzioni (o involuzioni) del mercato del farmaco, sempre salvaguardando la specificità delle farmacie rurali” e sul Piano nazionale della cronicità, che coinvolge le farmacie nelle attività di educazione sanitaria e prevenzione primaria e secondaria. Un’occasione anche questa per “dimostrare l’efficacia del nostro contributo in termini di qualità delle cure e contenimento dei costi”. A tal fine ha ricordato il progetto sperimentale, in collaborazione con la Asl Sud-est Toscana, per l’aderenza alla terapia sulle malattie respiratorie, e l’attività del Centro studi Federfarma, proprio per definire un modello di gestione della cronicità che preveda il pieno coinvolgimento della farmacia.

Tutte attività, però, che comportano protocolli condivisi con specialisti e Mmg, con i quali -ha precisato il presidente Sunifar- “ci dobbiamo confrontare per definire i rispettivi ruoli, evitando sovrapposizioni e creando invece sinergie positive e costruttive”. E che la farmacia possa fare molto nell’ambito della prevenzione e dell’educazione sanitaria l’ha dimostrato la campagna “DiaDay”, cui hanno aderito ben 7.600 farmacie e ben 160.000 cittadini. “Un successo per la farmacia -ha ricordato Silvia Pagliacci- in termini di immagine verso l’opinione pubblica, ma anche in termini di affermazione del valore aggiunto garantito dalla rete delle farmacie nei confronti dei decisori pubblici”.

Tra i progetti in campo non poteva non essere ricordato l’impegno di Federfarma e Sunifar per supportare le farmacie in vista dell’ingresso del capitale nella proprietà e della costituzione delle catene. Un primo passo è stato l’adeguamento dello Statuto, per il quale ora saranno considerate titolari di farmacia rurale solamente le società in cui tutte le farmacie possedute abbiano i requisiti di ruralità. Partendo poi dalle iniziative di aggregazioni già promosse sul territorio bisognerà poi “costruire una grande rete, che consenta alle farmacie di proprietà dei farmacisti di avere maggiore potere contrattuale e forza economica”. A tal fine sarà elaborato un progetto (affidato alla società di consulenza Focus Mgmt) che consentirà di predisporre “una rete di supporto che tenga conto delle reali esigenze del territorio e delle attività già in essere”.

Il presidente del Sunifar ha, quindi, parlato sia della necessità di elaborare con l’Enpaf un progetto che garantisca ai farmacisti rurali di avere una “pensione dignitosa”, sia dell’opportunità di riprendere i contatti con Anci, Anpci e Uncem -le Associazioni dei piccoli Comuni- per costruire sinergie e modalità di collaborazione concrete. Per fare in modo, per esempio, che l’erogazione di finanziamenti dedicati ai Comuni montani possa includere anche le farmacie.

Silvia Pagliacci ha poi concluso con obiettività il suo intervento, citando le cose che, “con grande rammarico, non siamo riusciti a fare”. Vale a dire, la questione della valutazione dei titoli di anzianità professionale nei concorsi straordinari del Dl Monti. Dopo difformi pronunciamenti di vari Tar, un parere dell’Avvocatura dello Stato e un emendamento al Ddl Lorenzin, la questione si è purtroppo del tutto chiusa in maniera sfavorevole per i farmacisti rurali. Anche questo insuccesso dimostra come i problemi siano complessi e le soluzioni richiedano studio, impegno, intelligenza e caparbietà: da qui allora l’invito che Silvia Pagliacci ha rivolto ai membri dell’Assemblea nazionale Sunifar, in chiusura del suo intervento. “Vi invito a partecipare sempre alla vita associativa-sindacale e a rappresentare con energia le istanze che, ognuno di voi, per sua sensibilità, saprà cogliere dalla base più vulnerabile: quella dei colleghi rurali che hanno bisogno di essere ascoltati e di sapere che sono al primo posto nei nostri progetti e che stiamo lavorando per loro”.

2018-04-06T18:35:20+00:00