Dimostriamo la forza della categoria e la sua volontà di essere protagonista

Ci sono momenti in cui non basta aderire, ma bisogna partecipare. In cui non basta delegare, ma bisogna metterci la faccia, perché in gioco c’è molto, proprio molto, e allora non ci si può esimere. Agli “Stati generali della farmacia italiana”, che si terranno a Roma il 26 febbraio, per esempio, non è proprio possibile mancare, perché questo appuntamento rappresenta un’occasione speciale di dialogo, di confronto e di proposta. La domenica successiva, infatti, si terranno le elezioni politiche nazionali, il cui risultato non mancherà di avere un impatto rilevante anche sul sistema sanitario e su quello farmaceutico. Soprattutto sulla farmacia, perché molte sono le sfide che ci vedranno impegnati nel 2018 e tutte dai riflessi determinanti per il nostro futuro.

“È fondamentale -ha scritto il presidente Marco Cossolo nella lettera inviata a tutte le farmacie- che le Istituzioni e la Politica tengano conto di questa situazione e si attivino per salvaguardare il patrimonio costituito dalla rete capillare della farmacie e dalla filiera del farmaco”. Siamo consapevoli, infatti, che il Servizio sanitario nazionale sta affrontando difficoltà che mettono a rischio i suoi principi di universalità, solidarietà ed equità, ed è pertanto essenziale sostenere l’efficienza della farmacia e valorizzarne il ruolo a favore della collettività. Ecco allora l’opportunità di un incontro che si svilupperà in due distinti momenti: un dibattito interno (si terrà dalle 15 alle 19) per condividere i “temi vitali per il futuro della farmacia e della professione”, subito seguito (a partire dalle ore 21) da un dibattito-confronto con autorevoli esponenti delle principali forze politiche, “ai quali chiederemo -precisa il presidente di Federfarma- impegni concreti sulle nostre proposte”. Ma per sostenere con forza queste idee e per assicurarci da parte dei responsabili politici un impegno concreto è necessario che la categoria sappia dare una dimostrazione di compattezza, di forza e di determinazione. Vale a dire che a Roma, il 26 febbraio, dovremo essere in tanti, ma proprio tanti.

Il titolo stesso dell’incontro testimonia la sua importanza: “Il futuro della farmacia italiana – Scenari, obiettivi, soluzioni: i partiti a confronto”. Non si tratta soltanto di presentare con forza le nostre proposte per il futuro del servizio farmaceutico e della farmacia italiana, ma anche di capire qual è il punto di vista degli esponenti dei principali partiti sulle problematiche di nostro interesse. È, infatti, importante conoscere il loro punto di vista, capire che considerazione hanno del ruolo della farmacia, individuare come poi vorranno legiferare nei nostri confronti, capire insomma da che parte stanno. Perché da sempre la farmacia, con i suoi tre milioni e mezzo di cittadini che ogni giorno la frequentano, è un centro di valenza anche politica, che non va certo strumentalizzato (non è nel nostro stile), ma neppure sottaciuto, o sottovalutato. E saper distinguere chi sono gli amici e chi invece rema contro di noi può aiutarci a indirizzare i nostri comportamenti e il nostro peso elettorale. Anche perché da troppo tempo la farmacia è nell’occhio del ciclone e ormai è arrivato il momento di cambiar musica.

Non meno importante del dibattito serale con i politici è il momento di riflessione offerto dalla sessione pomeridiana, per confrontarci all’interno della filiera e per condividere, con le altre organizzazioni del settore, le strategie idonee ad affrontare le nuove sfide. Assai rilevanti, infratti, i temi al centro del dibattito. Il primo attiene allo “Sviluppo del settore” e sarà il momento per parlare di Farmacia dei servizi, di certificazione dei servizi, oltre che di cronicità e di aderenza terapeutica (relazione di Roberto Tobia, tesoriere di Federfarma). A seguire si parlerà degli “Strumenti di buon governo della farmacia”, affrontando il tema della rete di supporto alle farmacie, di occupazione, di futuro dei giovani laureati e di formazione (relazione di Vittorio Contarina, vicepresidente di Federfarma). Quindi, dopo un coffee break, si affronterà il tema dei “Nuovi patti”, cioè della nuova Convenzione e nuova remunerazione e di revisione della Distribuzione diretta e della Dpc (relazione di Osvaldo Moltedo, segretario nazionale di Federfarma). Infine, ultimo tema in programma, si parlerà di “Nuovi interventi regolatori”, per discutere sui problemi della ruralità, del superamento delle parafarmacie, del Ccnl dei dipendenti, oltre che di previdenza e di assistenza (relazione di Renato Usai, segretario nazionale del Sunifar). Vale la pena di precisare che a questo dibattito parteciperanno anche responsabili dell’Adf, Assofarma, Assogenerici, Credifarma, Enpaf, Farmindustria, Federfarma Servizi, Fenagifar, Fofi, Sifap e Utifar. A dimostrazione che tutta la filiera è coinvolta e che c’è la comune volontà di apparire compatti e coesi.

Perché, dopo la cena, ci sarà l’incontro clou, quello appunto con i responsabili politici, ai quali quest’immagine di unità e di condivisione d’intenti deve apparire ben chiara. Si partirà allora con la presentazione, da parte dei presidenti Marco Cossolo e Silvia Pagliacci, del “Documento Federfarma sul futuro della farmacia”, sul quale poi ci confronteremo con la politica. Peraltro con personaggi sicuramente autorevoli, tra i quali hanno già dato adesione, al momento, Raffaele Fitto, Maurizio Gasparri, Federico Gelli, Beatrice Lorenzin, Giorgia Meloni, Nicola Zingaretti, mentre attendiamo conferma da parte di Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio, Pietro Grasso, Roberta Lombardi e Matteo Salvini.

Un parterre di tutto prestigio, di fronte al quale non ci si può defilare, né limitarsi a delegare, ma diventa un obbligo morale partecipare compatti e determinati. Perché questa è proprio “un’occasione fondamentale -come conclude la circolare Federfarma, con i dettagli organizzativi, pubblicata a pag. …- per dimostrare la forza della categoria e la sua volontà di essere protagonista del futuro del Sistema sanitario nazionale”.

2018-04-06T18:33:14+00:00