Elezioni: le proposte di partiti e coalizioni

La sanità non manca certo nei programmi di tutti i partiti politici che si presentano alle elezioni del 4 marzo, a dimostrazione di come il welfare sia un obiettivo che tutti vogliono perseguire, in quanto assai sentito e giudicato rilevante per le scelte dell’elettore. Chi più, chi meno, quindi, ne parlano tutti e bisogna andare a spulciare tra i vari programmi e tra le opinioni pubblicamente espresse da alcuni candidati per poter individuare quanto riguarda non soltanto la sanità in generale, ma più specificatamente il farmaco e la farmacia. È proprio quello che “Farma 7” si è proposto di fare, offrendo questo sintetico riepilogo di quanto proposto dai diversi partiti e coalizioni.

 

Centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia) – Il programma elettorale è suddiviso in 10 punti, nessuno dedicato specificatamente alla sanità, ma le proposte attinenti al tema sono riportate in più punti. In particolare, al punto 4 (Più aiuto a chi ha bisogno) si richiede un’estensione delle prestazioni sanitarie e il raddoppio dell’assegno per i disabili, mentre al punto 7 (Più sostegno alle famiglie) si presenta un piano per la natalità, con asili nido gratuiti, aumento degli assegni familiari proporzionali al numero dei figli e tutela del lavoro delle giovani madri. Infine, al punto 8 (Più qualità nella scuola, nell’università e nella sanità pubblica) si propone di garantire maggior libertà di scelta nell’assistenza sanitaria, incentivando la competizione tra pubblico e privato a parità di standard, e si valorizza la centralità del rapporto medico-paziente.

In particolare, molto dettagliata è la visione sul mondo del farmaco da parte di Andrea Mandelli, che già molto ha fatto per la farmacia italiana in questa legislatura e che individua come uno degli obiettivi per la sanità il bilanciamento tra l’assistenza territoriale e quella ospedaliera, con l’implementazione della “Farmacia dei servizi”. Si impegna poi ad affrontare in modo efficace il tema della cronicità, promuovendo l’aderenza alla terapia, e a sviluppare una politica della prevenzione, finora assente. Infine, ritiene sia necessaria una maggiore integrazione tra offerta pubblica e privata, per creare non concorrenza, ma reale sinergia.

Da parte sua, Maurizio Gasparri ritiene debba essere rivista la Legge Concorrenza, che lo vede assolutamente contrario perché non difende le competenze e rischia di impoverire il settore, così come si dichiara contrario a ogni proposta di fuoriuscita dalla farmacia dei farmaci di Classe C. Ritiene, infine, che le farmacie siano un presidio sanitario fondamentale, da sostenere e difendere.

Infine, Alberto Zangrillo, responsabile del Dipartimento Sanità, dichiara che Forza Italia è contraria alla distribuzione diretta e che molti farmaci innovativi devono tornare a essere prescritti dal Mmg e dispensati dalle farmacie. Inoltre, propone di modificare la legge sull’ingresso dei capitali, perché favorisce la creazione di oligopoli e si impegna a valorizzare il ruolo delle farmacie rurali.

 

Centrosinistra (Partito democratico, Civica e Popolare, +Europa) – Il programma prevede un progressivo aumento del Fondo sanitario nazionale, un potenziamento della medicina territoriale, con superamento delle differenze tra Regioni, un rilancio sia delle campagne di prevenzione, sia del piano nazionale per le liste d’attesa e una revisione della governance del farmaco, attraverso un ripensamento dei tetti di spesa. Vanno poi aumentati i fondi per i farmaci innovativi, incentivata la ricerca contro le malattie rare e sviluppata la digitalizzazione della sanità, con utilizzo del fascicolo elettronico, delle cartelle cliniche informatizzate e con un miglior utilizzo della telemedicina.

In particolare, Emilia De Biasi (Pd) auspica una nuova governance del farmaco, una maggiore attenzione al prezzo dei farmaci innovativi, la piena applicazione dei Lea su tutto il territorio e una particolare attenzione al tema della prevenzione. Inoltre, Federico Galli, responsabile sanità del Pd, ritiene che il farmaco di Classe C debba rimanere solo in farmacia, che si debba risolvere il problema parafarmacie senza però penalizzare le farmacie, e che vada trovata una soluzione per la distribuzione diretta e la Dpc.

Anche Beatrice Lorenzin (Civica Popolare) è contraria alla fuoriuscita del farmaco C, chiede per la sanità -che deve rimanere pubblica e universale- un investimento di 5 miliardi in 5 anni, l’abolizione del superticket da 10 euro e un nuovo modello di governance del farmaco e di riforma del prezzo e dell’accessibilità. Propone poi di superare l’attuale sistema di commissariamento, intervenendo non sulla Regione, ma in modo chirurgico su ogni singolo ospedale o Asl e propone, infine, di fare della farmacia un presidio in cui inserire il welfare di comunità e di prossimità.

Emma Bonino (+Europa), infine, propone di rivedere il Titolo V per garantire ovunque gli stessi standard di assistenza e chiede d’introdurre sistemi di valutazione obbligatori per le prestazioni e i servizi sanitari. Intende poi di promuovere la ricerca, con investimenti pari al 3% del Pil e, infine, propone la piena informatizzazione del Ssn, con operatività del Fascicolo elettronico e delle ricette digitali, oltre alla de-materializzazione di referti e cartelle cliniche e alla fatturazione elettronica delle prestazioni farmaceutiche.

 

Movimento 5 Stelle – In un  programma in 20 punti, dedicato soprattutto alla soppressione di pensioni d’oro, vitalizi, privilegi e sprechi della politica, uno è espressamente riservato alla sanità (La sanità si prende cura di te) e prevede l’incremento dei finanziamenti per un rafforzamento del sistema pubblico e una riduzione sostanziale di tutte le liste d’attesa.  Rientrano in questo punto anche le iniziative a favore delle famiglie, con un investimento di 17 miliardi in rimborsi per gli asili nido, pannolini e babysitter, Iva agevolata per i prodotti della terza età e innalzamento delle detrazioni su colf e badanti.

In particolare, Emilio Carelli, ex direttore di Sky Tg24, in un’intervista a Federfarma Channel ha dichiarato che la farmacia è il primo presidio per il malato e il farmacista il primo operatore sanitario vicino al cittadino e, pertanto, vanno ampliate le sue competenze. Inoltre, secondo il Movimento 5 Stelle va contenuta l’invasione dei capitali, per evitare di avere cittadini di serie A e serie B, a seconda dei servizi offerti sui territori. Di farmaci parla anche il candidato siciliano Giuseppe Chiazzese, farmacista e figlio di titolare, che chiede di eliminare i ticket sui farmaci, rendere trasparenti le trattative tra Aifa e aziende farmaceutiche sul prezzo dei medicinali, ridurre i tempi della protezione brevettuale, promuovere gli equivalenti e liberalizzare i farmaci di Classe C nelle parafarmacie.

 

Liberi e Uguali (LeU) – La salute deve tornare a essere una priorità e, pertanto, va difeso il Ssn nei suoi valori, con adeguati finanziamenti  e migliorandone il funzionamento. A tal fine si prevede l’investimento di almeno 5 miliardi di euro nei primi 3 anni, per ammodernare le strutture “evitando progetti di finanza privata”, oltre all’assunzione di almeno 40.000 medici e operatori sanitari. Per quanto riguarda i farmaci, va promosso l’impiego dei generici e deve essere studiata una strategia per gli innovativi, evitando che diventino fattore di insostenibilità e permettendo il loro accesso a costi ragionevoli. Vanno rivisti l’Aifa e il governo della spesa, va creata un’azienda pubblica per la produzione e commercializzazione dei farmaci e, infine, va superato l’attuale sistema dei ticket e abolito il superticket.

In particolare, Nerina Dirindin propone di intervenire su lacune dell’attuale governo, come la revisione del sistema dei ticket, il mancato serio monitoraggio dei Lea, una strategia per i farmaci ad alto costo e una miglior tutela della salute degli ultimi (carcerati e senza tetto), oltre al riconoscimento del valore del lavoro di cura.

2018-04-06T18:34:14+00:00