Farmacia n° 1 negli screening, 4.893 nuovi diabetici e 18.635 prediabetici

Si è svolta il 5 giugno la conferenza stampa di presentazione dei dati registrati dalla campagna di screening gratuita sul diabete “DiaDay”, effettuata nel novembre 2018 dalle farmacie italiane. Quattro le sue finalità: individuare casi di diabete in soggetti che non sanno di avere la patologia; ricercare le persone con prediabete; scoprire tra le persone sane quante corrono il rischio di sviluppare il diabete nell’arco dei 10 anni successivi; osservare tra i diabetici conclamati il loro grado di aderenza alla terapia. Qui di seguito presentiamo una sintesi dei dati raccolti e analizzati dal board scientifico formato da autorevoli diabetologi.

Metodologia – Lo screening è stato effettuato in 5.112 farmacie su tutto il territorio nazionale (2.669 al Nord, 833 al Centro e 1.610 al Sud, Isole) e ha coinvolto 128.041 soggetti (59% donne e 41% uomini). È consistito nella misurazione capillare della glicemia mediante striscia reattiva e glucometro, corredata dalla compilazione del questionario “Tuomilheto”, modulo riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale per valutare il rischio di ammalarsi di diabete nei dieci anni successivi. Alla misurazione, hanno dichiarato di essere diabetici 11.944 soggetti.

Persone che hanno scoperto di essere diabetiche grazie allo screening – Tra i 116.097 soggetti dichiaratisi non affetti da diabete sono risultati diabetici 4.893, pari al 4,21% (cioè con valori di glicemia uguali o maggiori di 126 mg/dl dopo digiuno notturno, oppure con glicemia rilevata in qualsiasi momento della giornata maggiore di 200 mg/dl). Durante lo screening del 2017 erano risultati diabetici 4.415 soggetti, pari al 3,13% dei 141.236 soggetti dichiaratisi non diabetici.

I diabetici di nuova diagnosi sono prevalentemente uomini (58,68%) contro il 41,32% di donne (percentuali sovrapponibili a quelle rilevate nel 2017). La diagnosi di diabete ha riguardato soprattutto persone al di sopra dei 55 anni: il 20,66% tra 55 e 64 anni; il 65,38% persone con più di 64 anni.

Grazie al “DiaDay” queste persone, indirizzate tempestivamente al medico, potranno curarsi ed evitare o rallentare il progredire della malattia e l’insorgenza delle complicanze. Con vantaggi per la loro salute e minori costi per il Ssn.

Casi di prediabete – Si tratta di una predisposizione al diabete, asintomatica e caratterizzata da valori di glucosio nel sangue -necessariamente rilevati a digiuno- lievemente superiori alla norma.

Secondo le linee guida di Ada (American Diabetes Association) è prediabetico chi ha una glicemia a digiuno compresa tra 100 e 126 mg/dl. Invece, secondo le linee guida dell’Oms, è prediabetico chi ha una glicemia a digiuno compresa tra 110 mg/dl e 126 mg/dl. Ovviamente, I casi di prediabete sono stati rilevati unicamente su 41.248 soggetti, cioè tra coloro che erano a digiuno al momento dell’esame. Tra questi, sono risultati prediabetici 18.635 soggetti (pari al 45,18%) secondo le linee guida Ada, più restrittive, mentre, secondo le linee dell’Oms, sono emersi come prediabetici 7.916 soggetti (19,19%).

Da notare che, fatto cento il numero dei soggetti definibili prediabetici secondo le linee guida Ada (18.635 persone), i soggetti definiti prediabetici secondo i criteri Oms sono meno della metà (7.916 persone), pari al 42% dei soggetti rispetto a quelli individuati secondo Ada. Indipendentemente dalle linee guida utilizzate, i soggetti che grazie al DiaDay 2018 hanno scoperto di essere prediabetici sono percentualmente più numerosi della precedente indagine (nessuna variazione significativa, invece, rispetto all’età e al sesso).

Valutazione del rischio di diabete – Il questionario avallato dalla comunità scientifica internazionale ha permesso di calcolare il rischio di sviluppare il diabete nei 10 anni successivi nei soggetti prediabetici e in quelli normali (le domande riguardano dati personali (età e sesso), familiarità con la patologia, stili di vita, alimentazione. Dalle risposte date risulta che il rischio di sviluppare la patologia è molto elevato (50%) per il 2,55% dei soggetti normali; per il 5,23% dei soggetti che sono prediabetici secondo i parametri Ada (come detto, più restrittivi); 7,86% per i prediabetici secondo i parametri Oms (meno restrittivi). Analoghe le percentuali riscontrate nel 2017.
Grado di aderenza alla terapia – A quanti hanno dichiarato di essere diabetici è stato somministrato un questionario volto a verificare l’aderenza di tali soggetti alla terapia prescritta dal medico. Hanno risposto alle domande 11.944 diabetici (il 53,07% uomini), in maggioranza di età compresa tra 70 e 79 anni (34,28%), dichiarando per il 61,05% familiarità con la patologia, e per l’82,41% di non avere complicanze. La maggior parte di coloro che hanno complicanze hanno il diabete da più di 3 anni. Al 70,03% dei diabetici noti sono stati prescritti restrizioni dietetiche e farmaci orali; al 13,28% solo la dieta alimentare; all’11,02% dieta, farmaci orali e insulina; al 5,67% dieta e insulina. Inoltre, il 62,61% dei diabetici noti dichiara di fare l’automisurazione della glicemia; il 49,03% si sottopone al dosaggio dell’emoglobina glicata (46,82% ogni 6 mesi; il 22,37 ogni 3 mesi; il 25,31 ogni anno, il 5,49% oltre un anno).

Infine, è emerso che al crescere dell’età si inverte il rapporto tra soggetti prediabetici e diabetici (in quanto il prediabete si è evoluto in diabete): fino a 64 anni i prediabetici sono più dei diabetici, mentre oltre i 64 anni il rapporto si inverte e i diabetici diventano più numerosi dei prediabetici.

(Farma 7 n. 22/23 – 2019)

2019-06-06T10:45:01+00:00