Prezzi dei prodotti in farmacia

A seguito di alcuni quesiti pervenuti Federfarma ritiene opportuno fornire un quadro riepilogativo in materia di indicazione dei prezzi dei prodotti presenti in farmacia, dell’eventuale obbligo di aggiornamento dei medesimi e delle relative modalità di comunicazione al pubblico.

• Medicinali con ricetta – Fascia A e C con ricetta – Preliminarmente si ricorda che, per tali farmaci, il prezzo massimo di vendita al pubblico non è nella disponibilità del farmacista, in quanto è stabilito, nel caso dei farmaci di fascia A, dall’esito del procedimento di contrattazione intervenuto tra l’Aifa e il titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in commercio, mentre nel caso dei farmaci di fascia C viene stabilito autonomamente dal titolare Aic, che può variarlo in aumento solo nel mese di gennaio degli anni dispari o in qualunque momento se in diminuzione.
Nel momento in cui il farmacista esita al pubblico un medicinale con ricetta (classe A o C) a carico del cittadino, il prezzo richiesto al cittadino deve corrispondere a quello riportato sulla confezione.
La norma che prevede la presenza del prezzo, chiaramente aggiornato, sulla confezione del medicinale, è l’art. 73 lettera r) del D.lgs. 219/06, da cui si comprende che tale incombenza, essendo ricompresa nell’ambito dell’etichettatura del farmaco, compete al titolare dell’Aic.
Ciò trova applicazione per i medicinali di fascia A e fascia C con obbligo di ricetta.
È altrettanto comprensibile che tale incombenza risulta, di fatto, inapplicabile nei confronti del titolare di Aic, relativamente a quelle confezioni che, uscite dalla disponibilità di quest’ultimo, si trovano nella catena distributiva.
In questo caso, Federfarma, proprio per evitare contestazioni con la clientela e possibili precedenti giurisprudenziali sfavorevoli alla categoria, ha sempre dato indicazioni alle farmacie di controllare e, se del caso, aggiornare il prezzo sulle confezioni prima di cederle al cittadino.

• Medicinali senza ricetta – Per quanto riguarda i farmaci senza ricetta, l’art. 1, comma 801, della Legge 296/2006, Finanziaria per il 2007, ha stabilito che il prezzo di tali farmaci è stabilito autonomamente da ciascun titolare di farmacia e deve essere chiaramente reso noto al pubblico nel punto vendita con un listino o altra equivalente modalità. Pur non essendo stato mai formalmente precisato dagli enti competenti quali possano essere le “equivalenti modalità”, Federfarma ha avuto modo di chiarire a suo tempo che si intende l’applicazione del prezzo mediante bollino sulla confezione.

• Dispositivi medici – Parafarmaci – Ogni altro prodotto presente e vendibile in farmacia – Per tutte le altre referenze diverse dai farmaci e vendibili in farmacia, il riferimento sull’obbligo di esporre il relativo prezzo aggiornato di vendita è costituito dall’art. 14 del D.lgs. 114/98 di riforma del commercio. In questo caso tutte le referenze in esame, senza distinzione, sono accomunate dalla circostanza di avere un prezzo di vendita al pubblico libero, che viene scelto in autonomia da ogni farmacia, alla quale spetta quindi comunicarlo al pubblico, mediante bollinatura delle singole referenze o, per referenze identiche (per esempio, Shampoo Antiforfora “Rossi” 250 ml), mediante cartellini riportanti il prezzo e la descrizione della referenza cui si riferisce.
Con l’occasione si ritiene necessario ricordare la vigenza dell’obbligo, previsto dal D.lgs. 25 febbraio 2000 n. 84, di esporre anche il prezzo per unità di misura (chilo, litro, eccetera) per quelle referenze per le quali tale adempimento è tecnicamente possibile, come, per esempio, prodotti cosmetici, alimentari, eccetera, escludendolo invece quelle per le quali risulta privo di significato, come, per esempio, siringhe, cerotti, eccetera.

• Modalità alternative di comunicazione del prezzo al pubblico – Accanto alle modalità consolidate di comunicazione del prezzo al pubblico per le referenze vendute in farmacia, ossia bollinatura della confezione, cartellino per referenze identiche, listino per i medicinali senza ricetta, la tecnica già da alcuni anni propone computer e lettori bar code che potrebbero essere installati nei locali della farmacia a disposizione della clientela per conoscere, senza bisogno dell’intervento del personale, il prezzo delle referenze a scaffale.
Tuttavia, tale modalità, a seguito di un apposito parere fornito dal Ministero dello Sviluppo Economico nel 2009 (cfr. circolare Federfarma n. 376 del 7 agosto 2009) può solo affiancare ma non sostituire le modalità tradizionali di comunicazione del prezzo, perché giudicata più difficoltosa per la clientela e come tale non in grado di soddisfare il precetto dell’art. 14 del D.lgs. 114/98 volto a rendere il più agevole possibile la conoscibilità del prezzo al consumatore finale.

• Sconti – Con l’occasione, trattando la materia dei prezzi delle merci, si ricorda che con l’art. 11, comma 8, del Dl 1/2012 convertito con la Legge 27/2012 (il cosiddetto “Crescitalia”), le farmacie hanno possibilità di praticare sconti, sui prezzi di tutti i tipi di farmaci e di tutti gli altri prodotti pagati direttamente dai clienti, dandone adeguata informazione alla clientela.
A tale riguardo, si ricorda anche che, a seguito del parere del Ministero della Salute del 16 marzo 2012 (cfr. circolare Federfarma n. 243 del 28 giugno 2012), non è possibile praticare sconti differenziati per fasce di clientela per i farmaci dovendo riconoscere lo stesso trattamento a tutti i clienti.

• Sanzioni – Si ricorda che il mancato rispetto dell’art. 14 del D.lgs. 114/98 in tema di pubblicità dei prezzi per le merci poste in vendita è punito con la sanzione amministrativa da euro 516,46 a euro 3098,74.
(UE.AA – 11771/313 – 12.7.19)

(Farma 7 n. 29 – 2019)

2019-07-25T11:21:56+00:00