La presenza di Federfarma alla “Summer School 2019”

Sanità a 360° alla “Summer School 2019 – Up to date sulla sanità italiana”, organizzata a Gallio (Vicenza) da Motore Sanità il 19 e 20 settembre, alla presenza del gotha della sanità italiana: ministri, parlamentari, assessori, direttori di Asl e di ospedali, insomma, i protagonisti sia politici, sia tecnici, sia amministrativi del comparto. Il tema conduttore, “Programmare il futuro coniugando l’innovazione”, ha permesso di parlare di un po’ di tutto: di sostenibilità e innovazione terapeutica, di riforme istituzionali, di ospedali del futuro e di nuove prospettive della medicina personalizzata, di selezione della classe dirigente, di autonomia differenziata, di mobilità sanitaria e così via. Ben poco, per la verità, si è parlato di farmacia, la cui bandiera però è stata tenuta alta dai due soli rappresentanti della categoria presenti, il presidente di Federfarma nazionale, Marco Cossolo, e quello di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca.

Marco Cossolo (nella foto) ha subito evidenziato come la Legge 405 del 2001 stia rivelando tutte le sue crepe, creando non soltanto 21 diversi modelli distributivi, ma ponendo anche barriere d’accesso al farmaco da parte dei cittadini, con conseguenti pesanti ricadute sull’aderenza terapeutica. “Se si creano barriere al farmaco si fanno danni indescrivibili -ha detto il presidente di Federfarma- E la distribuzione diretta pone proprio un diaframma tra il cittadino e il farmaco: là dove questo ostacolo viene superato, si ottengono i migliori risultati”.
“La farmacia -ha poi sottolineato il presidente di Federfarma- può favorire molto la compliance del paziente, con vantaggi non solo terapeutici, ma anche economici: lo studio di Nello Martini, infatti, dimostra che migliorando l’aderenza su 5 patologie si risparmiano 1,2 milioni di ricoveri e 3,5 miliardi di spesa sanitaria”. Anche uno studio effettuato nel Lazio, raffrontando le confezioni reali consumate rispetto a quelle previste nel protocollo di prescrizione, dimostra che il cittadino si cura sul sintomo, e smette quando si sente meglio. “Questo genera costi importanti che il farmacista aiuterebbe a risparmiare. E per quanto riguarda l’autonomia differenziata regionale -ha concluso Cossolo- questa potrebbe essere un fatto positivo, sempre che però le modalità di erogazione del farmaco siano mantenute uniformi a livello nazionale, e tenendo conto di un fattore fondamentale: l’aderenza alla terapia”.

Anche il presidente di Federfarma Lombardia ha poi ribadito il grande ruolo delle farmacie. “Dovete guardarci con occhi nuovi -ha precisato ai decisori Annarosa Racca- e imparare a sfruttare di più la rete delle farmacie e a valutare maggiormente il contatto quotidiano che noi abbiamo con il cittadino. Gli screening organizzati nelle farmacie del territorio, per esempio, raggiungono tassi di partecipazione maggiori, e questo proprio per la nostra accessibilità e capillarità. Le Regioni e la Convenzione non possono allora parlare di medicina territoriale, se non promuovono un maggior coinvolgimento della farmacia nelle loro strategie sanitarie”.
Un appello subito accolto da Antonio Maritati, coordinatore della Sisac, che ha concluso la sessione invitando a favorire -in una riorganizzazione del sistema territoriale- un maggior coordinamento tra gli operatori del territorio, a partire dai medici di medicina generale e dalle farmacie.

(Farma 7 n. 34/35 – 2019)

2019-10-02T16:14:52+00:00