Secondo Federfarma, è necessario limitare il peso del capitale nella proprietà delle farmacie. Lo argomenta nel comunicato emesso dal suo ufficio stampa  il 27 novembre a proposito della chiusura di alcune farmacie, in seguito al fallimento di una società del capitale. Tra queste, anche una storica farmacia del centro di Bologna, che ha suscitato non poco clamore per la sua notorietà. Nel comunicato stampa Federfarma conferma così “le sue preoccupazioni ripetutamente espresse sulle conseguenze negative dell’introduzione del capitale nella proprietà della farmacia, consentita dalla Legge 124/2017”. Il comunicato ("Farmacie che chiudono: necessario limitare il peso del capitale") continua precisando che l’efficienza del servizio farmaceutico è messa a rischio da una norma che può diventare uno strumento per trasformare la farmacia in un’attività puramente commerciale, se non addirittura in una copertura per riciclare soldi della malavita. A pagare le conseguenze di una farmacia non più improntata alla professionalità e all’etica sono innanzitutto i cittadini, che rimangono sprovvisti di un servizio sanitario indispensabile, soprattutto nei centri minori dove la farmacia è l’unico avamposto del Servizio sanitario nazionale al quale rivolgersi. Quando una farmacia chiude perché non è più economicamente sostenibile si crea un danno anche a livello occupazionale, come nel caso di Bologna”. I rischi della deregulation La deregulation -precisa ancora il comunicato- in un settore così delicato come la salute “è estremamente pericolosa per i cittadini, per i malati e per lo stesso servizio sanitario, che, a lungo andare, non potrebbe più contare sulla capillarità della rete delle farmacie. Per questo Federfarma torna con forza a chiedere una tempestiva revisione della Legge 124/2017, con l’introduzione di paletti e garanzie che assicurino la prevalenza della componente professionale nella proprietà della farmacia”.