Aumenta la vita media, ma questa buona notizia s’accompagna al progressivo incremento sia delle multipatologie, sia delle multicronicità, spesso complicate da una inadeguata aderenza terapeutica da parte del paziente. In media oggi si vive di più, ma accompagnati da molti disturbi (particolarmente di natura cardiometabolica), anche perché la ricerca e i nuovi farmaci hanno fatto sì che molte malattie da acute si trasformassero in croniche (pensiamo, come esempio, all’Aids). Un’analisi condotta dal Centro di ricerche sulla sanità pubblica dell’Università di Milano-Bicocca ha rilevato che oggi gli over 65 anni rappresentano il 23% della popolazione e assorbono il 50% delle risorse sanitarie, perché la gestione di questi soggetti è particolarmente costosa. Nei prossimi 20 anni la percentuale degli anziani passerà al 35% e i loro consumi supereranno il 75% di tutte le risorse. Si calcola così che la progressiva denatalità porterà gli over 65 anni a rappresentare 1/3 della popolazione nel 2015 e ad assorbire oltre i 3/4 delle risorse sanitarie.
Una solida partnership tra medici e farmacisti è essenziale per rafforzare la prevenzione e l'aderenza terapeutica.
Che ne sarà allora della sostenibilità del Ssn? Italia e Giappone sono i Paesi più longevi e con l’età aumentano il decadimento cognitivo, il rischio di malattie cardiocircolatorie, i tumori, l’incapacità a seguire stili di vita sani e attivi, insieme con una ridotta o mancata aderenza terapeutica. Uniche soluzioni per ridurre questi pericoli sono la prevenzione delle malattie e una maggiore aderenza terapeutica, aspetti che coinvolgono in prima persona medici e farmacisti. La loro partnership per garantire centri di assistenza territoriale idonei a sviluppare l’aderenza terapeutica, potrebbe rivelarsi essenziale sia per far diminuire interventi e ricoveri inidonei, sia per limitarne il peso economico. L'aiuto della tecnologia Una recente indagine, condotta da AboutPharma and Medical Devices con il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo, rivela che le nuove tecnologie possono offrire uno strumento valido per migliorare l’aderenza terapeutica. Particolarmente utili sono ritenute dai medici intervistati le applicazioni di messaggistica (88,5%) e i wearable device (86%), mentre la telemedicina si rivela efficace (76%) nel favorire la socializzazione del paziente anziano e nel ridurre il suo senso di isolamento. Farmacia dei servizi e Pharmaceutical care Un’altra ricerca, condotta nell’ambito del progetto “Prendila a cuore” dalle farmacie aderenti delle province di Milano, Lodi e Monza-Brianza, che sarà presentata a Palazzo Pirelli a Milano martedì 3 dicembre, evidenzia come la farmacia possa diventare il check-point strategico per sviluppare una sinergia con il medico specialista, ai fini di un miglioramento dell’aderenza terapeutica. Realizzata in farmacia su oltre 3.100 pazienti cardiopatici ha consentito di misurare il loro comportamento e di individuare i pazienti con lacune nell’aderenza da indirizzare al medico. Ecco un esperimento riuscito che può essere traslato anche ad altre patologie e che rientra proprio nell’alveo della Pharmaceutical care e, quindi, dell’auspicata “Farmacia dei servizi”. Ma per diventare veramente efficaci e incisivi questi progetti non devono limitarsi a belle esperienze locali, ma devono assumere dimensioni più ampie, possibilmente regionali se non nazionali.