La povertà sanitaria è in aumento e mette in difficoltà un numero crescente di persone e di famiglie, specialmente quelle con figli piccoli. Lo segnala con preoccupazione il 7° Rapporto sulla povertà sanitaria, “Donare per curare: Povertà Sanitaria e Donazione Farmaci”, promosso da Fondazione Banco Farmaceutico onlus e BFResearch e realizzato -con il contributo incondizionato di Ibsa- dall’Osservatorio sulla Povertà Sanitaria (organo di ricerca di Banco Farmaceutico) e presentato a Milano, presso la Confcommercio, ieri 4 dicembre.
Il ritratto in cifre della povertà sanitaria: 473.000 persone non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno; una famiglia italiana su cinque è stata costretta a rinunciare alle cure; oltre 12 milioni di persone hanno ridotto esami e visite di controllo.
I dati dell’indagine riportano cifre allarmanti: nel 2019 sono state 473.000 le persone povere che non hanno potuto acquistare i medicinali di cui avevano bisogno; una famiglia italiana su cinque è stata costretta a rinunciare alle cure. Il Rapporto segnala inoltre che i poveri possono spendere per il dentista solo 2,19 euro al mese (contro i 31,16 euro del resto della popolazione), mentre oltre 12 milioni di persone (quindi anche molte non strettamente indigenti) hanno limitato la spesa per visite mediche e accertamenti (come visite dentistiche, mammografia, pap-test eccetera). Intanto, la quota di spesa farmaceutica interamente a carico dei cittadini (cioè non coperta dal Servizio sanitario nazionale) è salita dal 37,3% al 40,3%. Nel complesso, appare indebolita anche l’azione di prevenzione delle patologie, a causa della diminuzione di visite ed esami di controllo, con la conseguenza che chi meno ne fa, per difficoltà economiche, poi si ammala di più. È aumentata anche la richiesta di farmaci da parte degli enti assistenziali: in sette anni, dal 2013 al 2019, è cresciuta del 28%. Il 2019 ha registrato il picco di richieste, pari a 1.040.607 confezioni di medicinali (+4,8% rispetto al 2018). Occorrono soprattutto farmaci per il sistema nervoso (18,6%), per il tratto alimentare e metabolico (15,2%), per l’apparato muscolo-scheletrico (14,5%) e per l’apparato respiratorio (10,4%). Servono, inoltre, presidi medici e integratori alimentari.
Daniotti, presidente del Banco Farmaceutico: "In Italia, le famiglie con minori (sia quelle povere, sia quelle non povere) sono penalizzate rispetto all’accesso alle cure e, per ragioni economiche, sono costrette a perseguire strategie di rinuncia o di rinvio delle cure in misura superiore alle altre".
Secondo Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico, “A 30 anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia (New York, 20 novembre 1989), che riconosce al minore il diritto “di godere del miglior stato di salute possibile” (art. 24), c’è ancora tanto lavoro da fare: in Italia, le famiglie con minori (sia quelle povere, sia quelle non povere) sono penalizzate rispetto all’accesso alle cure e, per ragioni economiche, sono costrette a perseguire strategie di rinuncia o di rinvio delle cure in misura superiore alle altre. Speriamo che il 7° Rapporto sulla Povertà Sanitaria possa contribuire alla presa di coscienza, anzitutto da parte delle istituzioni e dell’opinione pubblica, di tale preoccupante situazione e del fatto che senza migliaia di enti e associazioni che, in tutta Italia, offrono assistenza socio-sanitaria gratuita agli indigenti, il quadro sarebbe ancora più drammatico”. Di povertà sanitaria abbiamo parlato anche qui.