I consumi dei farmaci biosimilari risultano in crescita del 109,2%. In controtendenza rispetto agli altri farmaci, i biosimilari vanno a gonfie vele. Gli ultimi dati forniti da Assogenerici, infatti, dimostrano che questi farmaci hanno visto proseguire, nei primi nove mesi del 2019, l’avanzata di successo sul mercato nazionale. Infatti, i 29 prodotti corrispondenti alle 13 molecole biologiche a brevetto scaduto (Enoxaparina, Epoetine, Etanercept, Filgrastim, Follitropina alfa, Infliximab, Insulina glargine, Rituximab, Somatropina, Insulina Lispo, Trastuzumab e Adalimumab e Pegfilgrastim biosimilari), hanno assorbito il 28% dei consumi nazionali a volumi (17% il dato consolidato 2018) contro il 72% detenuto dai corrispondenti originator, con una crescita del 109,2% rispetto allo stesso periodo del 2018, al netto dei nuovi principi attivi biosimilari lanciati a partire da settembre 2018.

In controtendenza rispetto agli altri farmaci

Sono dati ben differenti rispetto a quelli registrati con la decrescita dei consumi in farmacia, che da gennaio a settembre sono ammontati a 7,8 miliardi di euro (1,4 milioni di confezioni vendute), con una contrazione del -0,65 delle confezioni a carico del Ssn. In particolare, sono diminuite del 5,2% le confezioni dei farmaci coperti da brevetto, mentre sono aumentate dell'1,8% quelle dei farmaci equivalenti.

L'andamento delle molecole sul mercato

Ritornando ai biosimilari, dobbiamo constatare che, in quattro casi, essi hanno quasi completamente saturato il mercato di riferimento, sostituendosi al biologico originatore: Filgrastim (95,89% del mercato a volumi e 92,91% a valori); Epoetine (84,27% a volumi e 73,45% a valori); Infliximab (83,43 a volumi e 69,63% a valori) e Rituximab (84,79% a volumi e 59,70% a valori). Registrano crescite di tutto rilievo anche le molecole di più recente registrazione come Adalimumab o Trastuzumab, fino ad arrivare al neonato Pegfilgrastim biosimilare, in commercio da febbraio e capace di conquistarsi, in soli 7 mesi, il 18,36% del mercato a volumi (10,65% a valori).

In valle d'Aosta e Piemonte il maggior consumo

Ampiamente diversificato, ma generalmente in crescita, anche il quadro dei consumi a livello regionale: a registrare il maggior incremento di biosimilari sono la Valle d’Aosta e il Piemonte, con una incidenza del +61,73% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono Marche (45,23%), Toscana (45,19%) ed Emilia Romagna (44,70%). All’estremo opposto, il minor grado di penetrazione dei biosimilari si registra in Umbria (8,95%), Calabria (12,35%) e Puglia (12,36%).