L’Autorità antitrust ha inviato al Ministero della Salute una formale richiesta di corretta interpretazione dell’“Autorizzazione della pubblicità presso il pubblico di prodotti medicinali”. La questione nasce a seguito della Circolare ministeriale n. 3 del 3 ottobre 2006 (e in particolare del suo art. 10) che prevede che la richiesta di autorizzazione a pubblicizzare un medicinale di automedicazione possa provenire soltanto dal titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Secondo l’Antitrust questa circolare non sarebbe coerente con la fonte normativa primaria (D. lgs 219/2006), in base a cui non vi sarebbero, invece, limitazioni alle categorie di soggetti autorizzati a inoltrare tale domanda, e che potrebbero essere, quindi, sia produttori, sia distributori -all’ingrosso e al consumo- e dunque anche le farmacie. L’Antitrust considera quanto riportato nella Circolare ministeriale come una restrizione ingiustificata a danno delle farmacie che, in tal modo, verrebbero private della possibilità di pubblicizzare le proprie attività e i propri prodotti. 

Va ricordato come l’attività di segnalazione in capo all’Antitrust abbia un carattere puramente consultivo, cioè di solo stimolo nei confronti degli enti governativi e territoriali. Tuttavia, dal 2011, l’Antitrust è legittimata ad agire in giudizio contro gli atti amministrativi che violino le norme a tutela della concorrenza. Sarà cura di Federfarma monitorare costantemente le eventuali iniziative che il ministero della Salute intenderà adottare al riguardo a seguito delle sollecitazioni dell’Antitrust.