Nei primi 8 mesi del 2019 la spesa farmaceutica complessiva ha raggiunto i 12.672 milioni di euro, segnando così uno scostamento di 1,4 miliardi (14,85%) rispetto alla quota programmata del 16,7% sul Fondo sanitario nazionale. In particolare, la spesa convenzionata ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro, registrando una perdita di 28,5 milioni (-0,5% rispetto allo stesso periodo del 2018), mentre la spesa per gli acquisti diretti (ospedaliera più Dd e Dpc) è stata di 7 miliardi di euro, quasi 2 miliardi più del tetto previsto del 6,69%. Sono questi i dati offerti dall’ultimo report dell’Aifa, relativi al periodo gennaio-agosto 2019. Ancora una volta, quindi, non solo si conferma per la farmaceutica convenzionata il rispetto del tetto programmato, pari al 7,96%, ma si genera un avanzo di 564,35 milioni di euro.

In calo risultano anche le ricette (384,3 milioni, con una contrazione del -0,6%), come pure il gettito del ticket (-0,6%), mentre crescono del +1% le dosi giornaliere dispensate (Ddd). Interessante anche annotare come la spesa farmaceutica convenzionata riveli grandi differenze da Regione a Regione: i tassi di crescita maggiori si registrano in Emilia-Romagna e Lombardia (rispettivamente +2,2% e +1,6%), mentre quelli più ridotti in Abruzzo e Sardegna (-8,9% e -4,6%).

Questo report dell’Aifa è stato commentato dal ministro Speranza in un’intervista al “Sole 24 Ore”, in cui ha dichiarato che le forti distorsioni nei tetti della spesa farmaceutica dimostrano che “questo modello va radicalmente ripensato. Dobbiamo riequilibrare i due tetti nel più breve tempo possibile e va ripensato il sistema del payback, che come è oggi a me appare surreale”. Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, ha subito apprezzato le parole del Ministro e ha chiesto sia di riparametrare la spesa farmaceutica, sia di lavorare per una nuova governance.

Un riequilibrio dei tetti, però, preoccupa non poco le farmacie, in quanto fagociterebbe le risorse risparmiate sulla spesa convenzionale (magari utili per facilitare la nuova riforma della remunerazione, come sottolinea “Pharmacy Scanner”) e potrebbe inoltre spingere certe Regioni a contenere ulteriormente la convenzionata, in modo da poter così incrementare la distribuzione diretta.

Per ultimo registriamo anche alcuni dati presentati da Assosalute, l’Associazione dei produttori dei farmaci da banco, sull’andamento del mercato dell’automedicazione. Nei primi 10 mesi del 2019 i farmaci Sop hanno venduto 219 milioni di confezioni, registrando rispetto allo stesso periodo del 2018 una contrazione del -3,1%. Il fatturato, però, è rimasto pressoché stabile (-0,1%), a poco più di 2 miliardi di euro. E così dovrebbe concludersi anche l’anno, con l’aggiunta dei mesi di novembre e dicembre, confermando quindi le previsioni che Assosalute aveva proposto a luglio. E cioè una leggera contrazione dei consumi in quantità nel triennio 2019-2021, con un fatturato stabile per i Sop nel 2019 (-0,2%) e una leggera espansione nel 2020 (+0,8%) e nel 2021 (+0,6%).