Ema ha approvato nell’anno appena concluso 66 farmaci, indicati per diverse patologie. Trenta di questi hanno un principio attivo nuovo per l’Unione europea, sette sono farmaci orfani, destinati alla cura di malattie rare, cinque sono biosimilari. Ema ha approvato anche un vaccino, quello contro l’Ebola.

Nel 2019 Ema ha approvato 66 farmaci che riguardano varie importanti aree terapeutiche: ematologia, malattie infettive, oncologia, neurologia, endocrinologia.

Questa è la sintesi del rapporto elaborato dalla stessa Agenzia europea per i medicinali “Human medicines highlights 2019”, che specifica le aree terapeutiche più interessate dalle novità, ossia ematologia, malattie infettive, oncologia, neurologia, endocrinologia. Più in particolare, il maggior numero di novità si registrano tra gli ematologici (16), i farmaci contro le patologie infettive (8), gli antitumorali (6).

Tra i medicinali approvati che, secondo l’Ema, rappresentano progressi particolarmente significativi nelle loro specifiche aree terapeutiche, si segnalano: un antitumorale indipendente dall’istologia per i tumori solidi; un trattamento delle crisi ipoglicemiche gravi in pazienti diabetici somministrabile senza iniezione; una terapia avanzata per la beta-talassemia; un trattamento derivato dalla cannabis (primo caso di approvazione nella Ue) per contrastare convulsioni legate a forme rare di epilessia.

Il percorso per arrivare ai pazienti

Dopo l’autorizzazione da parte dell’Agenzia europea per i medicinali, sarà necessaria l’approvazione della Commissione europea. Poi toccherà ai singoli Paesi membri dell’Unione, e in particolare alle autorità regolatorie (per l’Italia, naturalmente, l’Aifa), procedere per introdurli nella realtà nazionali e renderli disponibili per i pazienti.