Con l'approccio "Pharmacy fisrt" in Inghilterra si sta sperimentando una strada promettente per migliorare il servizio sanitario. Si parla tanto di deospedalizzare, di favorire lo sviluppo dei servizi sanitari territoriali, in modo che la collaborazione tra medici e farmacisti possa decongestionare i Pronto soccorso e sveltire le liste d’attesa. Un esempio concreto di come lo si possa fare viene appunto dall’Inghilterra, dove per la richiesta urgente di farmaci o per le piccole patologie i pazienti inglesi possono ora utilizzare il Servizio di consulto delle farmacie. Ne dà notizia “Farmacista33”, che riporta un articolo apparso sulla rivista dei farmacisti inglesi “Chemist and Druggist”, che riporta come qui 114.275 pazienti siano stati rinviati alla farmacia di comunità. Si tratta di pazienti che hanno chiamato il numero 111, attivato il 29 ottobre, e che sono stati rinviati alla farmacia più vicina aderente al Community pharmacist consultation service (Cpcs). Di queste chiamate 64.067 riguardavano richieste di cure urgenti, per condizioni come il diabete o l’asma, mentre altre 50.208 erano fatte da pazienti con malattie minori, che desideravano una consulenza clinica. Il servizio, ideato proprio per decongestionare i Pronto soccorso ospedalieri, ha riscontrato interessanti risultati.

“L’approccio “pharmacy first” -ha dichiarato Matt Hancock, segretario di Stato per la salute e l’assistenza sociale- semplifica la vita dei pazienti e contribuirà a ridurre la pressione nel Nhs". “I pazienti hanno affermato -precisa Bruce Warner, vicedirettore del Servizio farmaceutico inglese -di essere soddisfatti della consulenza ricevuta e il numero di referral testimonia quanto esso funzioni”.

Va precisato che sono 10.610, su 11.500, le farmacie della comunità inglese che si sono iscritte e si sono dichiarate disponibili a fornire il servizio e che per ogni consulto la farmacia riceve 14 sterline. L’entità dei pazienti che vi hanno fatto ricorso e la soddisfazione da loro espressa dimostra come veramente la “Farmacia dei servizi” possa esprimere tutte le sue potenzialità di primo presidio sanitario territoriale. Saper sviluppare una reale collaborazione tra medici e farmacisti può allora permettere di fare delle farmacie 19.000 Pronti soccorso per l’automedicazione e le piccole patologie, all’insegna della “Pharmacy first”.