Tutela della salute e intelligenza artificiale: per le farmacie europee questo tema rappresenta insieme una sfida e un’opportunità. Su questo si è concentrato a Bruxelles il gruppo di lavoro Affari economici del Pgeu, che ha dedicato al tema un apposito focus, di cui segnaliamo i temi più interessanti.

Salute e intelligenza artificiale, un binomio sempre più stretto, che coinvolge direttamente la farmacia europea. Le opportunità per le farmacie di fronte ai cambiamenti in corso.

Come in altri settori dell’economia, anche nel settore farmaceutico si sta registrando una veloce ascesa della digitalizzazione. La presenza di tre grandi catene di farmacie controllate da grossisti, a cui si sta aggiungendo una quarta, Dr. Max, in via di espansione, rende quasi naturale, per chi è integrato verticalmente, utilizzare l’intelligenza artificiale per una gestione più efficiente e più competitiva delle proprie farmacie, poiché consente di diversificare agevolmente i servizi forniti al cliente.

Gli obiettivi delle grandi catene

Non è certo un mistero che le tre catene principali (McKesson, Wba e Phoenix) utilizzino strategie di mercato e di acquisizione di farmacie che si basano più su una visione economico-finanziaria del settore che propriamente sanitaria.

Oggi il loro principale obiettivo sembra quello di incrementare i profitti attraverso la più ampia fornitura di servizi online. L’e-commerce sta infatti entrando sempre più velocemente nel mercato della vendita al dettaglio. Il più attivo da questo punto di vista è Amazon, sia con il suo dispositivo Alexa, ora in grado di fornire anche consigli medici, sia con la strategia di vendita di legare Amazon prime all’offerta di farmaci online.

L’offerta non è molto diversa da quella delle farmacie tradizionali, ma poiché i farmaci online vengono venduti a prezzi inferiori, i tre colossi creeranno non pochi problemi economici alle farmacie indipendenti.

Le strategie alternative delle farmacie europee

L’interrogativo è come reagire con strategie alternative che siano adeguate alle caratteristiche di farmacie che non hanno alle spalle la potenza finanziaria di queste multinazionali. A riguardo è interessante riportare alcune esperienze fatte dai nostri colleghi europei.

Per esempio, in Belgio è stata creata l’organizzazione non profit FarmaFlux, con l’obiettivo di gestire sicurezza e uniformità dello scambio di dati da e verso le farmacie. In questo modo, da un lato si garantisce qualità e accuratezza dei dati che i farmacisti scambiano prima che questi arrivino nel database del Dossier farmaceutico, dall’altro l’organizzazione monitora l’uso sicuro dei dati dei pazienti proteggendone la privacy.

In Finlandia, attraverso le risorse digitali, si è cercato di incrementare l’accesso ai farmaci. Tramite una piattaforma che collega la farmacia con i pazienti sarà possibile fornire farmaci a distanza in 1/3 ore attraverso l’utilizzo di un drone. In un territorio come la Finlandia, con molte isole e con pazienti non in grado di recarsi agevolmente in farmacia, questa soluzione consente di raggiungere le zone più remote. Il progetto è ancora in fase si implementazione.

In Portogallo, infine, è stata creata la piattaforma Sifarma.Clínico, che consentirà l’integrazione della rete di farmacie nel sistema sanitario attraverso l’interconnessione tra farmacie ed enti sanitari, che potranno in tal modo condividere le informazioni sui pazienti e il monitoraggio degli esiti clinici. A ottobre verrà, inoltre, avviato un progetto sulla vaccinazione che si basa sul sistema Hicorr, un sistema di sorveglianza dell’influenza nelle farmacie territoriali in grado di prevedere l’inizio e il picco influenzale con due settimane di anticipo rispetto al metodo tradizionale che registra il numero di diagnosi. Una volta elaborata la previsione, viene inviato un’allerta a tutto il Paese e vengono forniti dati ai media e agli operatori sanitari perché vengano diffusi tra la popolazione. (EP)