Gli “over 65” non devono essere considerati anziani. Questo è uno di quegli stereotipi che vanno modificati, e possibilmente in fretta, perché possono anche in farmacia, dove queste persone si recano abitualmente, provocare errati atteggiamenti.

Ce lo segnala una recente ricerca Swg realizzata a supporto del “Grey scale economy lab”, un progetto promosso da Havas Pr, gruppo leader nel settore della comunicazione.

Il 54% degli over 65 dichiara di vivere le sue giornate con entusiasmo, il 79% naviga in rete almeno un’ora alla settimana.

Pensare, per esempio che gli over 65 siano persone anziane, pensionati demotivati, tagliati fuori dalle innovazioni tecnologiche, pantofolai e bisognosi di particolari attenzioni, anche sanitarie, si sta rivelando errato e fuorviante. Evitiamo di chiamarli automaticamente “senior”.

L’inchiesta Swg per Havas dimostra invece come chi ha più di 65 anni in maggioranza (54%) vive con entusiasmo i suoi giorni e anche l’evoluzione digitale.

Al punto che verrà ora istituito un laboratorio di studio e un osservatorio dedicato agli “over 65”, proprio per coglierne meglio  le possibilità e le tendenze.

È emerso, infatti, che il 79% dedica almeno un’ora della settimana a navigare in internet, mentre diminuisce, invece, il tempo ora dedicato alla tv, così come le attività di tipo religioso (solo il 15% dedica almeno un’ora della settimana).

Inoltre, queste persone si rivelano informate (l’87%), hanno molti hobby e si mettono alla prova su nuove iniziative (78%): in particolare, il 38% vorrebbe possedere sistemi di domotica controllabili da smartphone e il 47% si interessa alle nuove mode e tendenze.

Vogliono poi essere indipendenti, hanno complessivamente buone disponibilità economiche, ma non hanno molta fiducia nei riguardi dei servizi offerti dalle banche e dalle assicurazioni (58%).

Grassi (Swg): gli over 65 sono una generazione attiva, che si sente giovane e desiderosa di esplorare la nuova era digitale

È una generazione attiva che si sente giovane e desiderosa di esplorare la nuova era digitalericerca Swg realizzata a supporto del “Grey scale economy lab”, un progetto promosso da Havas Pr, gruppo leader nel settore della comunicazione, -precisa Riccardo Grassi, coordinatore dell’indagine SwgUna generazione, quindi, molto lontana dagli stereotipi consolidati, ma che dopo avere affrontato la rivoluzione culturale del 1968 durante la propria giovinezza è pronta a rimettersi in gioco e a rispondere alla sfida della società digitale”.

Peraltro, anche un’altra indagine sugli over 65 anni, condotta dal Centro di Ricerche di Neuromarketing dell’Università Iulm, dimostra rispetto al passato una forte radicalizzazione delle differenze di genere: le donne prestano più attenzione degli uomini alle informazioni soprattutto “verbali” e alle singole sfumature del messaggio, sono più sensibili all’incoerenza informativa e mostrano maggiore attivazione psicofisiologica alle stimolazioni affettive.

Sono tutte considerazioni da tener ben presenti, quando in farmacia si presenta dietro al banco un “over 65”, perché considerarlo “senior” potrebbe essere sbagliato, anche dal punto di vista economico, oltre che sanitario. Rappresenta ancora, infatti, una componente fondamentale per lo sviluppo di economia e benessere del nostro Paese.