Rapine in farmacia: fenomeno molto serio e problema annoso, che richiede specifici interventi di contrasto.

Federfarma ha presentato il suo punto di vista e le sue proposte nel corso di una audizione alla Camera dinanzi alle Commissioni II Giustizia e XII Affari sociali in occasione dell’esame del Ddl del Governo sulle “disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”.

Federfarma audita dinanzi alle commissioni parlamentari: tre proposte per rafforzare il contrasto alle rapine in farmacia.

Secondo Federfarma, esiste una peculiarità del problema delle rapine in farmacia, che mette il farmacista a rischio personale sia di traumi psicologici e di stress a causa delle minacce dei criminali, solitamente armati, sia di episodi di violenza fisica diretta. Inoltre, il rischio si estende anche ai clienti della farmacia, che spesso sono persone anziane o malate.

La farmacia, in quanto luogo aperto al pubblico, si presenta come particolarmente vulnerabile, tanto è vero che i rapinatori di farmacia sono di tipo “seriale”, specializzati, per così dire, in quel tipo di reato.

I numeri forniti dall’Osservatorio intersettoriale istituito presso Ossif (Abi) nel “Rapporto sulla criminalità predatoria 2019” certificano l’alto rischio a cui sono esposte le farmacie: nel 2018, in farmacia si sono registrate 588 rapine, più che in tabaccheria (306), negli uffici postali (272), in banca (264) ai distributori di carburante (252). Del “Rapporto sulla criminalità predatoria” abbiamo parlato qui.

Quindi, Federfarma accoglie con favore il disegno di legge in materia di violenze e minacce contro che svolge professioni sanitarie e l’introduzione di una aggravante specifica per chi commetta questo genere di reato. Considerata la caratteristica seriale dei rapinatori di farmacia, Federfarma chiede maggiore severità per punire anche la reiterazione dei reati contro gli esercenti le professioni sanitarie.

Federfarma ha stipulato un protocollo con il Ministero dell’interno (attualmente in via di rinnovo) per promuovere l’installazione di telecamere di videosorveglianza in farmacia a fini di sicurezza. Grazie alle telecamere poste all’esterno della farmacia, le farmacie possono mettere a disposizione della polizia giudiziaria le immagini relative a eventuali reati commessi nello spazio antistante la farmacia, contribuendo così alla sicurezza pubblica.

Quindi, secondo la Federazione dei titolari, si potrebbero introdurre alcune ulteriori misure utili a migliorare la difesa delle farmacie contro il pericolo-rapine.

Cossolo (Federfarma): aggravamento della pena per chi reitera il reato; ulteriore aggravante se è compromessa l’attività del farmacista nei confronti dei clienti; credito di imposta per le farmacie che installino impianti e collegamenti di sicurezza.

Il presidente di Federfarma Marco Cossolo ha così sintetizzato di fronte ai parlamentari le richieste della Federazione dei titolari: una previsione di aggravamento della pena, nel caso in cui venga reiterato il reato da parte dello stesso soggetto; l’introduzione di un ulteriore aggravio di pena qualora il reato possa compromettere l’attività svolta dal farmacista nei confronti dei clienti della farmacia; la previsione di un credito di imposta per le farmacie qualora installino delle strutture di rilevazione, telecamere o anche degli allarmi di collegamento con la polizia o i carabinieri.