Gli “animal free" sono partiti come prodotti alternativi, assolutamente di nicchia e quindi destinati a pochi appassionati, ma poi a livello globale e negli ultimi cinque anni sono progressivamente cresciuti del 64%.

Notevole crescita negli ultimi cinque anni per il mercato dei prodotti "animal free", soprattutto nel comparto alimentare. Ma la tendenza "green" è forte anche nel settore cosmetico e dell'igiene personale.

Il successo dei prodotti di origine vegetale viaggia sulla spinta di motivazioni ambientali, salutistiche ed etiche. La rivoluzione dell’“animal free”, dal sapore innanzitutto green, riguarda principalmente il comparto alimentare, dove le vendite dei cibi a base vegetale sono cresciute del 31%, raggiungendo negli ultimi due anni i 4,5 miliardi di dollari. Ma anche il mercato cosmetico e dell’igiene personale ha rispecchiato questa tendenza, che peraltro trova consenso e sviluppo anche in Italia. Non dobbiamo, infatti, dimenticare che dal 2013 sono vietati in Europa i test animali sui prodotti cosmetici, e già questo ha creato una tendenza, sulla scia della quale molte aziende optano ora per scelte “animal free”. Secondo il Rapporto Eurispes 2019, il 7,3% degli italiani si dichiara vegetariano. Un numero che è rimasto stabile negli ultimi cinque anni, mentre continua ad aumentare il numero dei vegani, passato dall’1% del 2018 all'1,9% del 2019. E questi sono consumatori che sicuramente optano per il mercato green, che oggi vale in Italia 850 milioni di euro. A livello mondiale il mercato vegetale raggiunge i 7,4 miliardi di euro, destinati a raggiungere, secondo gli esperti, gli 11,9 miliardi nei prossimi tre anni. Le aree più interessate sono gli Stati Uniti, l’Europa e il Giappone, ma la tendenza si manifesta anche in Italia, dove aumenta il consenso di un consumatore ormai, appunto, non più di nicchia. La società britannico Mintel, specializzata in ricerche di mercato, prevede un progressivo incremento dei trend relativi ai prodotti cosmetici green, soprattutto dei prodotti per capelli, la cui quota di mercato ultimamente è passata dal 6 al 20%. A preferirli sarebbero soprattutto i giovani tra i 25  e i 45 anni, con prevalenza le donne, disposte a spendere di più per questa tipologia di prodotti. Anche la farmacia, quindi, dovrebbe tenere conto di queste nuove tendenze.