Non devono essere distribuiti campioni gratuiti alle farmacie, secondo l'Avvocato generale Ue, chiamato a pronunciarsi sulla questione da una azienda farmaceutica. Il 30 gennaio, infatti, sono state pubblicate le conclusioni dell’Avvocato generale, che precedono di qualche mese la sentenza della Corte di giustizia europea, su un contenzioso avente per oggetto la distribuzione alle farmacie di campioni gratuiti di farmaci.

L'Avvocato generale Ue, esaminando la questione sollevata da Novartis, ha concluso che, secondo il diritto europeo, è consentito alle aziende farmaceutiche distribuire campioni gratuiti di medicinali soltanto alle persone autorizzate a prescriverli, quindi non ai farmacisti. La sentenza definitiva sarà poi emessa dalla Corte di giustizia.

La controversia è nata in Germania, dove Novartis, che produce e commercializza il Voltaren (Diclofenac), si è opposta alla pratica commerciale di Ratiopharm di consegnare gratuitamente il proprio equivalente alle farmacie tedesche. Le suddette confezioni da 100 grammi venivano consegnate con la dicitura “a scopo dimostrativo”. La Novartis, considerando che tale distribuzione fosse contraria al diritto Ue, ha portato il concorrente in Tribunale, da dove è partita la questione di legittimità posta al giudice europeo.

Le argomentazioni del Tribunale tedesco

Secondo il Tribunale tedesco, vi erano fondati motivi per ritenere illegittima la pratica di distribuzione di campioni gratuiti alle farmacie. A supporto di ciò, quanto stabilito dal Codice farmaceutico Ue (Direttiva 2001/83 recepita in Italia con D.lgs. n. 219/2006), che non riconoscerebbe i farmacisti tra i destinatari della distribuzione di campioni gratuiti di farmaci, ma si riferirebbe esclusivamente alle persone autorizzate a prescriverli. Il Tribunale tedesco ha quindi posto la questione alla Corte di Giustizia Ue, chiedendo se la norma in questione disciplini in modo esaustivo la distribuzione di campioni gratuiti di farmaci, escludendo le farmacie da detta distribuzione. Il giudice del rinvio ha osservato come il testo della direttiva non sia univoco e che sia quindi anche possibile sostenere che la direttiva disciplini soltanto la distribuzione ai medici senza prendere posizione sulla distribuzione ai farmacisti. Non vi sarebbe, infatti, alcuna ragione per trattare diversamente medici e farmacisti, dato che queste due categorie di professionisti avrebbero le stesse esigenze di essere informate gratuitamente sui nuovi medicinali e di dimostrarne l’uso ai pazienti.

Per l'Avvocato Ue, rendere possibile la distribuzione di campioni gratuiti di medicinali soltanto alle persone autorizzate a prescrivere i farmaci è conforme all’obiettivo essenziale di salvaguardare la salute pubblica. Il legislatore ha infatti ritenuto che il rischio di diffusione ai consumatori sia maggiore presso i farmacisti. 

A parere dell’Avvocato generale Ue, interpretare la direttiva nel senso che la distribuzione di campioni gratuiti di medicinali sia possibile solo nei confronti delle persone autorizzate a prescrivere i medicinali risulta conforme all’obiettivo essenziale di salvaguardare la salute pubblica. Il legislatore ha infatti ritenuto che il rischio di diffusione ai consumatori sia maggiormente presente presso i farmacisti, in quanto i consumatori sono ben consapevoli che la principale attività dei farmacisti in farmacia sia quella di dispensare farmaci. Inoltre, sembra più ragionevole considerare che i medici, che non sono in linea di principio a contatto con i farmaci, trovino, nella distribuzione di campioni gratuiti, un mezzo utile per informarsi e per familiarizzarsi con le novità disponibili sul mercato. La conclusione, che dovrà essere confermata dalla sentenza della Corte di Giustizia europea nelle prossime settimane, è che l’interpretazione corretta del diritto europeo sia quella che permette alle aziende farmaceutiche di distribuire campioni gratuiti di medicinali soltanto alle persone autorizzate a prescriverli. (EP)