Sulla lotta all’antibioticoresistenza la Camera dei deputati ha approvato ben quattro mozioni, sia di maggioranza sia di minoranza, presentate da Andrea Mandelli, presidente della Fofi e deputato di Forza Italia, oltre che da rappresentanti della Lega (Riccardo Molinari), di Fdl (Francesco Lollobrigida) e del Pd (Elena Carnevali). È il segno dell’importanza che sta assumendo questo problema della lotta all'antibioticoresistenza, dato che i superbatteri sono ritenuti la futura principale causa di morte. Secondo l’Oms, infatti, le infezioni resistenti ai farmaci provocano ogni anno 700mila morti nel mondo, di cui 33mila in Europa e 10mila in Italia, uno dei Paesi dove si registra un eccessivo consumo di antibiotici.

Andrea Mandelli: "È necessario monitorare efficacemente sia la diffusione di ceppi resistenti, sia il consumo di antibiotici, sia l'appropriatezza del ricorso a questi farmaci. Se non vogliamo che il Piano nazionale resti un ottimo progetto teorico serve investire in tutti questi segmenti"

"È necessario -dice l’onorevole Mandelli- monitorare efficacemente sia la diffusione di ceppi resistenti, sia il consumo di antibiotici, sia l'appropriatezza del ricorso a questi farmaci. Se non vogliamo che il Piano nazionale resti un ottimo progetto teorico serve investire in tutti questi segmenti. Per questo ho presentato una mozione che risponde alle sensibilità della comunità scientifica”. Nei suoi due ultimi rapporti, l’Oms precisa che sono in sviluppo 60 nuovi prodotti (50 antibiotici e 10 farmaci biologici), che però "aggiungono un ridotto beneficio rispetto ai farmaci esistenti". Altri 252 agenti sono in fase preclinica, ma gli studi sono appena partiti e, al massimo, avremo 5 di tali farmaci disponibili in circa 10 anni.

Nella lotta all'antibioticoresistenza devono essere coinvolti tutti, ciascuno secondo il proprio ruolo: comunità scientifica, autorità sanitarie, medici, farmacisti, veterinari, cittadini, giornalisti.

Quindi ci attende una lunga battaglia, che coinvolge la comunità scientifica e le autorità sanitarie, ma non solo, perché alla base di tutto c’è soprattutto un fatto culturale. La necessità cioè di una migliore informazione sul corretto impiego dell’antibiotico-terapia, su una più adeguata appropriatezza prescrittiva, e su una più diffusa aderenza terapeutica. In questa attività più soggetti devono essere coinvolti: innanzitutto i medici, che devono prescrivere l’antibiotico solamente quando serve; i farmacisti, che lo devono dispensare soltanto su prescrizione medica; i veterinari, che non ne devono abusare nella profilassi degli animali; il cittadino, che deve abbandonare cattive abitudini; e, quindi, i giornalisti, che devono proporre un’informazione corretta e far capire al paziente che le indicazioni del medico vanno sempre seguite, per quanto riguarda la posologia, la durata e l’intervallo tra le dosi.

Convegno su antibiotici e appropriatezza delle prescrizioni

Sul tema dell’antibioticoresistenza si stanno peraltro intensificando gli incontri professionali, come, per esempio, il convegno che Schwabe Pharma terrà dal 21 al 23 febbraio a Borgo Egnazia (Brindisi) su “Appropriatezza prescrittiva e antibiotico-resistenza”, al quale sono stati invitati un centinaio tra medici e farmacisti, sia per studiare le possibili sinergie d’intervento, sia per analizzare le nuove opportunità del farmaco vegetale nelle infezioni respiratorie. Di abuso di antibiotici e antibioticoresistenza abbiamo parlato sul nostro sito anche qui e qui.