Ricorre oggi, 18 novembre, l’annuale “Giornata europea degli antibiotici” per sensibilizzare cittadini e operatori sanitari sul loro uso appropriato, in modo da contrastare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. Gli ultimi dati confermano che in Europa si verificano ogni anno oltre 670mila casi di infezioni batteriche, che provocano oltre 33mila decessi. Per quanto poi riguarda l’Italia, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità, il livello dell’antibiotico-resistenza si colloca tra i più elevati d’Europa, con una percentuale di pazienti infetti durante il ricovero ospedaliero che si aggira tra il 7 e il 10%. Siamo, quindi, primi a livello europeo, con circa 11mila morti.

Risulta, inoltre che i medici di medicina generale abbiano prescritto, nel 2017, 28 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, rispetto a una media Ocse di 18 dosi. Ma non soltanto in Italia, bensì a livello mondiale, il problema della resistenza agli antibiotici rappresenta uno dei pericoli più preoccupanti, tant’è vero che si stima che nel 2050 l’antibiotico-resistenza sarà la principale causa di morte, superando le malattie cardiocircolatorie e il cancro.

Molte le manifestazioni e i convegni organizzati in occasione della “Giornata europea”. A Milano, per esempio, è stato presentato all’Ospedale Niguarda il “Manifesto per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (Ica)”, che fissa otto punti chiave per ridurre la diffusione delle infezioni ospedaliere legate alle pratiche di cura. Questo documento è nato dal confronto tra le associazioni di volontariato, patrocinato dalle società scientifiche Gisa, Anipio e Ciitadinanzattiva e con il contributo di Msd.