Tra i metodi che si stanno sviluppando in Europa per contrastare il fenomeno delle carenze di medicinali ce n’è uno abbastanza singolare che arriva dall’Irlanda, raccontatoci da The Irish Times, che punta sugli off-patent.

In Irlanda si fa strada l'idea di contrastare le carenze di farmaci riproducendo gli off-patent.

Nel Paese dei celti, infatti, Sandra Gannon, ad di Azure Pharmaceuticals, ha constatato come la carenza di farmaci sia andata aumentando in Irlanda negli ultimi anni e, sfruttando la sua esperienza a capo della filiale irlandese di Teva, ha deciso di avviare una nuova attività per tentare di fornire soluzioni a tale problema. Azure Pharmaceuticals, la società che ha fondato con l’ex collega di Teva, Aideen Kenny, sta cercando di colmare la lacuna che si viene a creare quando le grandi aziende farmaceutiche decidono che non vale più la pena, dal punto di vista economico, di investire in prodotti farmaceutici considerati obsoleti e senza più copertura brevettuale.

Prodotti farmaceutici attualmente carenti in Irlanda: a seconda delle stime, si va da 180 a 300. E gli effetti della Brexit potrebbero far peggiorare le cose.

"Vogliamo colmare quelle lacune che si vengono a creare nel mercato dei farmaci quando i prodotti diventano troppo vecchi e di scarso valore per interessare le multinazionali farmaceutiche", ha detto la Gannon. E se l’Agenzia del farmaco locale attualmente elenca circa 180 prodotti carenti si teme che la cifra potrebbe crescere ancora dopo Brexit, man mano che i problemi della catena di approvvigionamento diventeranno più acuti. Secondo i colleghi dell’Irish Pharmaceutical Union, invece, i prodotti farmaceutici che attualmente non sono più disponibili sul mercato, per i più disparati motivi, sono ormai più di 300. Le carenze di medicinali non rappresentano solo un problema sanitario per i pazienti, ma hanno anche un impatto negativo in termini economici: i farmaci carenti per motivi produttivi, o comunque di difficile reperimento, costringono le autorità sanitarie a reperirli con farmaci privi di Aic nazionale che sono spesso più costosi.

L'iniziativa di Azure Pharmaceuticals

Per risolvere questo problema, Azure ha concluso accordi di partnership con una serie di produttori globali con lo scopo di reintrodurre i farmaci che sono ormai scomparsi dal mercato irlandese e, in tal modo, offrire un’alternativa più economica a quella esistente. Quando un farmaco esce dalla copertura del brevetto, generalmente c’è sùbito un certo numero di fornitori che cercano di entrare nel mercato per mettersi in competizione. Tuttavia, a causa dei prezzi più bassi e dei ridotti margini di profitto disponibili sui generici, il numero di fornitori tende a ridursi nel tempo, lasciando spesso un solo fornitore in attività per ogni singolo prodotto. Ciò rende la fornitura di quel prodotto vulnerabile, poiché qualsiasi anomalia del singolo sito di produzione, per esempio un arresto della linea di produzione o un ritiro del prodotto, può causare problemi di approvvigionamento. Questa situazione, già di per sé precaria, è ancora peggiorata dal fatto che, per tentare di ridurre i costi, le aziende spesso trasferiscono la produzione dei principi attivi di questi farmaci in strutture a basso costo localizzate in Cina e India. Ma sono proprio queste delocalizzazioni a far registrare tassi più alti di ritiro di tali prodotti dal mercato. “Affrontare le carenze di medicinali o reperire farmaci senza licenza richiede molto tempo per i farmacisti ed è costoso per lo Stato” ha affermato la Gannon ed è proprio a questi inconvenienti che la Azure vuole trovare una soluzione con la sua iniziativa, che, a detta della stessa società, ha suscitato al suo arrivo una reazione “straordinariamente positiva” da parte dei farmacisti. (EP) Di carenze di farmaci abbiamo parlato anche qui e qui.