I bambini e adolescenti italiani sono i più obesi d’Europa. Allarmanti i dati del rapporto realizzato da Unicef, Oms e Lancet sul boom dei bambini e adolescenti obesi.

Negli ultimi 40 anni il loro numero è cresciuto di 11 volte e il problema riguarda anche l’Italia. Su 180 Paesi si colloca sì al 26esimo posto per la capacità di garantire una buona qualità di vita, ma poi non assicura loro sufficienti azioni per garantire un futuro sostenibile.

E sebbene la salute dei bambini e degli adolescenti sia migliorata negli ultimi 20 anni, ora si assiste a una lenta ma costante inversione di marcia, in cui l’obesità infantile gioca un ruolo da sgradita protagonista.

Un rapporto internazionale pone l’Italia al primo posto per percentuale di giovani in sovrappeso: i bambini e adolescenti italiani sono i più obesi d’Europa, con tassi particolarmente alti tra le femmine.

L’indagine, elaborata da 40 esperti internazionali, analizza vari indici di benessere dei giovani, a livello di salute, istruzione e nutrizione, e indica ai primi 5 posti la Norvegia, la Corea del Sud, i Paesi Bassi, la Francia e l’Irlanda. Invece, agli ultimi 5 posti troviamo la Repubblica Centrafricana, il Ciad, la Somalia, il Niger e il Mali. E se l’Italia è al 26esimo posto per assistenza e benessere, scivola poi al 134esimo per le emissioni di carbonio pro-capite.

Ma è l’iperalimentazione a preoccupare maggiormente, perché i giovani obesi sono passati dagli 11 milioni del 2016 ai 124 milioni del 2016. Da una parte, sono la tv e i videogiochi, accompagnati da poca attività sportiva, le cause di quest’accrescimento di peso. Dall’altra, sul banco degli imputati vengono messi i fast food, le merendine e le bevande zuccherate, tutti alimenti ricchi di grassi e zuccheri.

Nei Paesi industrializzati, poi, i bambini e gli adolescenti vengono subissati di annunci pubblicitari (fino a 30mila l’anno). In Australia, per esempio, i minorenni che seguivano i programmi sportivi di calcio, rugby e cricket sono stati esposti a ben 51 milioni di annunci pubblicitari di alcolici, e si calcola che in generale la pubblicità delle sigarette elettroniche sia aumentata negli Usa del 250% negli ultimi due anni. Non ci si preoccupa, quindi, del rischio di offrire ai giovani immagini distorte e non coerenti con una vita sana e un’alimentazione equilibrata.

Bambini italiani bene assistiti dal punto di vista sanitario nei primi anni, ma soggetti a cattiva alimentazione e sedentarietà negli anni seguenti

In particolare, i più obesi d’Europa risultano proprio i bambini italiani, con un tasso tra i maschi del 21% (al pari con Cipro), superato peraltro dalle bambine, che risultano in sovrappeso per il 38%.

Quindi, se i nostri figli sono ben assistiti nei primi anni dal punto di vista sanitario, risultano poi carenti dal punto di vista alimentare negli anni successivi, quelli della pubertà.

Secondo la Coldiretti, infatti, circa 2 milioni e 130mila bambini e adolescenti, pari al 25,2% della popolazione tra i 3 e i 17 anni, sono obesi o in sovrappeso. Il problema sta diventando una “priorità di salute pubblica”, tant’è vero che è stato dedicato un apposito giorno -l’11 ottobre- proprio all’Obesity day, per richiamare l’attenzione di genitori e dei giovani sulla gravità del problema e, soprattutto, per invitarli a cercare rimedi. Un compito che spetta poi anche ai farmacisti, nel loro specifico ruolo di educatori sanitari.