L’emergenza Coronavirus è ormai generalizzata a tutta l’Italia e il Governo ha deciso con l’ultimo decreto (il Dpcm del 9 marzo) di estendere all’intero territorio nazionale le misure restrittive che erano state previste per la Lombardia e per alcune province del Nord dal precedente decreto dell'8 marzo. Ormai si ritiene necessario applicare uniformemente a tutto il Paese le medesime misure. Le disposizioni del decreto producono il loro effetto dal 10 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Federfarma è intervenuta con diverse circolari per aggiornare e commentare il susseguirsi dei provvedimenti normativi: in particolare, si vedano nell’area riservata del sito la n. 100, la n. 102, la n. 103, la numero 104. Federfarma ricorda innanzitutto le limitazioni del decreto relative alla necessità di evitare ogni spostamento delle persone fisiche salvo che per gli spostamenti motivati da:
  • comprovate esigenze lavorative
  • situazioni di necessità
  • motivi di salute
Osserva la Federazione che “in tale contesto risultano evidenti i motivi di comprovata necessità che abilitano i farmacisti e loro dipendenti di accedere normalmente ai luoghi di lavoro”. Le misure contro l'emergenza Coronavirus: novità e conferme Nella Circolare n. 100 Federfarma riepiloga i punti del Dpcm dell'8 marzo, estese a tutta Italia dal decreto del 9 marzo.
  • Sono consentite le attività commerciali diverse da quelle di ristorazione a condizione che il gestore garantisca un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone, tenuto conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro tra i visitatori, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione; ciò vale anche per le farmacie che prestano il servizio a battente aperto. In presenza di condizioni strutturali o organizzative che non consentano il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, le richiamate strutture dovranno essere chiuse.
  • Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, il cui gestore è chiamato a garantire comunque il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.
  • Viene raccomandato ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere “la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie”.
  • Per l’eventuale personale che svolge mansioni prevalentemente amministrative, il titolare/direttore può ricorrere al lavoro agile (telelavoro), qualora le condizioni organizzative e la struttura della farmacia lo consentano.
  • Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.
  • In caso di contrazione del Covid-19 da parte di un farmacista o altro personale operante in farmacia, è necessario dare tempestiva comunicazione all’Amministrazione comunale e all’Autorità sanitaria territorialmente competente al fine di ricevere le istruzioni in merito alle prime misure da adottare, convenendo termini e condizioni delle attività da svolgersi nei confronti dell’utenza, dei locali e del personale della farmacia. A tale ultimo riguardo si rammenta che a norma del D.lgs. 81/2008, il titolare della farmacia in qualità di datore di lavoro ha la responsabilità della salute e sicurezza dei propri dipendenti e pertanto è tenuto ad adottare le misure volte a eliminare il rischio o a ridurlo per quanto possibile, eventualmente rendendo disponibili dispositivi di protezione individuale (dpi) tenendo comunque conto delle indicazioni localmente impartite dall’autorità sanitaria competente.
  • Vene confermato all’articolo 3, comma 1, lettera f) la diffusione -da parte delle associazioni di categoria- e presso tutte le farmacie delle informazioni sulle misure di prevenzione igienico-sanitarie (vedi nostro articolo del 6 marzo)
  • Viene confermata all’articolo 3, comma 1, lettera h) l’esigenza in tutti i locali aperti al pubblico e quindi in tutte le farmacie, di mettere a disposizione degli addetti e degli utenti, soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani.
  • Inoltre, l’articolo 3, comma 7, ribadisce la raccomandazione volta all’applicazione su tutto il territorio nazionale, delle misure di prevenzione igienico-sanitaria.
  • Federfarrna richiama l’attenzione sulla raccomandazione che ribadisce l’esigenza di “mettere a disposizione nelle farmacie soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani” e a quella che dispone di “mantenere in ogni contatto sociale una distanza interpersonale di almeno un metro”. E ricorda la necessità di disinfettare le superfici della farmacia in maniera appropriata allorquando si abbia il sospetto di entrare in contatto con paziente affetto da coronavirus.
  • Per quanto riguarda l’attività delle farmacie, viene confermato che per l’eventuale personale che svolge mansioni prevalentemente amministrative, il titolare/direttore può ricorrere al lavoro agile (telelavoro), qualora le condizioni organizzative e la struttura della farmacia lo consentano.
  • Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante.