Ecco una notizia molto interessante che arriva dal Molise: le farmacie del territorio provvederanno a dispensare i farmaci della distribuzione diretta per tutto il periodo dell’emergenza epidemica. È quanto dispone la circolare della Direzione generale Salute, che recepisce la proposta formulata il 13 marzo da Federfarma regionale. In pratica, le farmacie degli ospedali di riferimento inviano le singole forniture al deposito di Campobasso dell’Asrem, l’Azienda sanitaria unica del Molise, che a sua volta le recapiterà poi alle farmacie scelte dai pazienti attraverso i normali circuiti distributivi. Federfarma Molise ha espresso la disponibilità delle farmacie associate a effettuare il servizio senza alcun onere aggiuntivo a carico della Regione. «Con questo contributo» precisa Luigi Sauro, presidente del sindacato regionale «vogliamo dimostrare una volta di più l’imprescindibilità del canale farmacia nella dispensazione del farmaco, soprattutto in questo momento in cui è importante ridurre spostamenti e contatti. Rinunciamo a compensi per non gravare sulla collettività durante questa estrema emergenza, e contiamo con questa operazione di dimostrare in primo luogo ai cittadini quali sono i vantaggi di una distribuzione appoggiata alle farmacie».  
#iorestoacasa - E poi si chiede al paziente di andare più volte in farmacia per ritirare il farmaco
  Sappiamo di persone che, per ritirare farmaci di prima necessità, prima devono recarsi dal medico a prendere la ricetta e poi andare due volte in farmacia, prima per ordinare il farmaco e poi per poterlo ritirare. Un vero assurdo, in un periodo in cui è la legge stessa che chiede a tutti di stare in casa. L’emergenza Coronavirus rende evidente quanto farraginoso e difficoltoso sia per il malato poter ottenere il farmaco in distribuzione diretta, e anche in distribuzione per conto. È il momento giusto per far sì che la politica sanitaria lo capisca e i suoi responsabili provvedano di conseguenza.   Ma Emilia Romagna nega alle farmacie la possibilità di distribuire la Dpc Ben diverso l’atteggiamento dei responsabili sanitari dell’Emilia Romagna, che hanno negato la possibilità di distribuire nelle farmacie i farmaci in Dpc, nonostante la Federfarma regionale avesse proposto “la totale gratuità per quanto esonera l’attuale lista in Dpc”. Una decisione irragionevole, che in una nota Federfarma Emilia Romagna definisce “un insulto ai farmacisti -relegati a ultima ruota del carro- e soprattutto ai cittadini, soprattutto quelli più fragili”. E poi prosegue: “Continuiamo a leggere incitazioni alla popolazione perché non esca di casa e inviti, per tutti, a ridurre il più possibile gli spostamenti. Poi, contestualmente, ci vediamo negata la possibilità di distribuire nelle nostre farmacie (o attraverso consegna a domicilio, in tempi brevissimi, da parte nostra) i farmaci in Dpc”. Si obbligano così i pazienti fragili, in piena emergenza Coronavirus, a continui spostamenti, irrazionali in presenza di una farmacia capillarmente diffusa, dove professionisti sanitari seri e preparati “riconfermano la piena disponibilità a distribuire -con le modalità già in essere di convenzionata e Dpc- tutti i farmaci in Pht e Cef (concedibili extra farmacia), oltreché i dispositivi medici dell’assistenza integrativa (stomi, siringhe, strisce per diabetici, ecc.)”. Federfarma Emilia Romagna conclude la sua nota precisando che le farmacie sono presidi sanitari sempre pronti a fare la loro parte, a servizio della cittadinanza e al fianco della sanità pubblica. “Lo abbiamo già detto, non è questo il tempo della rigidità: è il tempo dell’azione e del buon senso”.