Il problema delle carenze di numerosi farmaci, che da tempo è al top delle agende politiche sia nazionali, sia europee, risulta ulteriormente aggravato dall’attuale emergenza Coronavirus. Al riguardo merita attenzione l’intervento del parlamentare  belga Cindy Franssen (Ppe), che ha sottoposto alla Commissione europea (anche se in tempi ancora non gravati dal Covid-19) alcune riflessioni sul tema. È noto, infatti, come la normativa europea imponga ai titolari delle Aic di garantire che i farmaci autorizzati siano sempre disponibili, ma sempre più spesso pazienti e operatori sanitari incontrano carenze e difficoltà nel reperirli. Per far fronte a ciò spesso sono obbligati a ricorrere a medicinali più costosi o a ordinare i prodotti da Paesi extra europei, dove non si applicano i nostri requisiti di sicurezza. L’on. Franssen ha quindi chiesto alla Commissione quali siano le conseguenze se, a causare una carenza, non sia un problema produttivo, bensì una decisione commerciale dell’industria, e se in questo caso possa essere ipotizzabile una violazione dell’obbligo previsto dalla normativa Ue. Ma è la parte finale dell’interrogazione la più importante, laddove chiede alla Commissione Ue di indicare quali misure intenda affrontare, nel breve periodo, per arginare le crescenti carenze e per migliorare il coordinamento tra gli Stati membri e magari risolvere il problema della dipendenza da Paesi terzi, aumentando la produzione di farmaci nel territorio dell’Unione.  

La risposta della Commissaria alla Salute Ue sui vari aspetti del “problema carenze”

  La risposta della Commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, è arrivata il 20 febbraio, prima quindi che scoppiassero anche in Europa i primi segni della pandemia Coronavirus. Secondo la Kyriakides, la fornitura continua di farmaci è certamente obbligatoria per l'industria, che deve informare le autorità competenti due mesi prima di qualsiasi interruzione temporanea o permanente della fornitura. Mentre la Commissaria non intravede nella legislazione europea alcun obbligo per le aziende di mantenere sul mercato i farmaci, lasciando quindi agli Stati membri la responsabilità nello stabilire obbligazioni ulteriori. Per quanto riguarda, invece, le iniziative future, la risposta anticipa quello che sta succedendo in questi giorni, ovvero la convocazione urgente della task force tra Ema e i direttori delle Agenzie nazionali del farmaco, per monitorare  la carenza di farmaci e migliorare il coordinamento tra gli Stati membri, analizzando efficacia, accessibilità e resilienza dei servizi farmaceutici. Infine, si è affrontata l’annosa questione della dipendenza dai siti produttivi asiatici. Secondo la Kyriakides, la Commissione lancerà a breve una strategia per garantire da una parte un’offerta europea di farmaci a prezzi accessibili, dall’altra specifiche misure dal lato dell’offerta: dalla ricerca e sviluppo alla fase autorizzativa, fino all’accesso del farmaco ai pazienti e ultimo, ma non per importanza, la questione della dipendenza dell’industria farmaceutica dalle capacità produttive e dalla fornitura di materie prime e principi attivi da Paesi terzi. (EP)