Il Comitato Tecnico scientifico del ministero della Salute ha emesso nuovi comunicati, che permettono di far luce su alcuni temi ricorrenti riguardanti il Covid-19, e precisamente sui Test di identificazione, sui possibili effetti degli ace-inibitori e dei sartani e su come definire chi è clinicamente guarito dal virus. Dato che questi argomenti sono oggetto di chiarimenti richiesti anche in farmacia, vale la pena soffermarsi su quanto indica il Cts. • Innanzitutto il Comitato Tecnico-scientifico è ritornato sul tema dei Test, precisando che “a oggi, l’approccio diagnostico standard rimane quello basato sulla ricerca dell’Rna nel tampone rino-faringeo. Inoltre, si conferma che non esiste alcun test basato sull'identificazione di anticorpi (sia di tipo IgM che IgG) diretti verso Sars-CoV-2 validato per la diagnosi rapida di contagio virale o di Covid- 19". Inoltre il Cts aggiunge che "L’Organizzazione mondiale della Sanità sta attualmente valutando circa 200 nuovi test rapidi basati su differenti approcci e che sono stati portati alla sua attenzione; i risultati relativi a quest’attività screening saranno disponibili nelle prossime settimane. Nel suggerire cautela nell'impiego di test non validati, il Cts è disponibile a fornire opinioni e suggerimenti alle Regioni che lo dovessero richiedere". Federfarma, tenuto conto delle indicazioni pervenute, invita di conseguenza le farmacie ad astenersi dal trattare questi Test. • In un successivo comunicato il Cts è intervenuto sulle terapie antiipertensive, in particolare sui medicinali appartenenti alla categoria degli ace-inibitori e ai sartani, e sui loro possibili effetti in merito alla trasmissione o all’evoluzione della Sars-CoV-2 (Covid-19). Dopo aver precisato che non esistono evidenze scientifiche derivate da studi clinici o epidemiologici, raccomanda “di non modificare la terapia in atto con anti-ipertensivi (qualunque sia la classe terapeutica) nei pazienti ipertesi, in quanto esporre pazienti fragili a potenziali nuovi effetti collaterali o a un aumento di rischio di eventi avversi cardiovascolari non appare giustificato”. Inoltre, il comunicato fornisce indicazioni rispetto all’ipotesi di utilizzare farmaci Ace-inibitori e sartani anche in persone sane a fini profilattici, ricordando che questi farmaci vanno utilizzati esclusivamente per il trattamento delle patologie per le quali esiste un'autorizzazione all'immissione in commercio.  

Il paziente iperteso non deve sospendere la cura con antiipertensivi

  Il Cts, infine, sottolinea che “non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’impiego d’ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da Covid-19. Studi epidemiologici nel merito potranno fornire utili informazioni a meglio definire l'eventuale effetto, semmai esistente, sia d’ibuprofene, sia di altri farmaci anti-infiammatori non-steroidei. Il Cts, infine, sottolinea che non vi sono prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra l’impiego d'ibuprofene e il peggioramento del decorso della malattia da Covid-19”. • Aumentano sempre più, per fortuna, le persone giudicate guarite dal Covid-19. Al riguardo interviene il Comitato tecnico-scientifico del Ministero, definendo chi può essere definito paziente guarito. È colui il quale risolve i sintomi dell’infezione da Covid-19” precisa il Cts “e che risulta negativo in due test consecutivi, effettuati a distanza di 24 ore uno dall’altro, per la ricerca di Sars-CoV-2”. Il comunicato, inoltre, evidenzia che per il soggetto asintomatico, “si ritiene opportuno suggerire di ripetere il test per documentare la negativizzazione non prima di 14 giorni (durata raccomandata del periodo d’isolamento/quarantena) dal riscontro della positività. La definizione di scomparsa dell’Rna virale è attualmente data dall’esecuzione di due test molecolari, effettuati normalmente a distanza di 24 ore, aventi entrambi esito negativo”.