Ci sono ritardi nell’approvvigionamento dei farmaci? Il problema nell’adeguato rifornimento dei farmaci non riguarda tanto la loro produzione, come hanno evidenziato sia Farmindustria sia Assogenerici, quanto piuttosto la logistica dei trasporti, perché la mancanza di un sistema univoco europeo sta causando continui intoppi. Lo ha evidenziato in un comunicato Enrique Häusermann, presidente di Assogenerici: «Le nostre aziende -spiega- stanno svolgendo un ruolo cruciale per la salute dei pazienti affetti da Covid-19, riuscendo a produrre e fornire in modo incessante in tutta Italia farmaci salvavita a costi accessibili. E l’Unità di Crisi Aifa sta garantendo procedure snelle, rapide ed efficaci, come per esempio l’importazione rapida di prodotti dall’estero, garantendo al contempo tutti i requisiti di qualità dei prodotti. L’importazione di 1,5 milioni di compresse di idrossiclorochina dagli Usa, garantito da una delle nostre associate, è solo uno dei tanti esempi». Ma a preoccupare non soltanto le aziende italiane, ma tutto il comparto europeo, sono le barriere che ancora ostacolano la circolazione di beni essenziali come quelli afferenti alla filiera della salute. «La messa a terra delle compagnie aeree e le restrizioni negli aeroporti europei e mondiali -conferma Häusermann- stanno mettendo a dura prova la capacità delle industrie -come anche la nostra che fornisce il 70% dei medicinali utilizzati in Europa- di continuare a produrre e fornire ai pazienti. Resistiamo e continuiamo il nostro lavoro, ma è necessario che sia avviato un coordinamento tra la Commissione europea, i governi, i vettori aerei, gli operatori logistici (spedizionieri) e l'industria per riaprire le rotte della catena di approvvigionamento del trasporto aereo di merci”.

Häusermann (Assogenerici): “La produzione di farmaci salvavita è intensiva, ma troppe rimangono le criticità nella supply chain”

Non è facile, infatti, per le aziende trovare alternative praticabili alla drastica riduzione causata dal Covid-19 ai voli passeggeri, cui normalmente è affidato il trasporto dei prodotti farmaceutici, e proprio per questo si chiede alla Commissione Ue d’intervenire per trovare nuove soluzioni. Tra le proposte avanzate sul trasporto aereo ci sono la richiesta di utilizzare aeromobili commerciali, di garantire che gli aeroporti Ue ed extra-Ue rimangano aperti per il trasporto dei beni essenziali, di creare "corsie verdi" tra Ue e hub farmaceutici globali (come India, Usa e Cina), di gestire la capacità di immagazzinamento e la catena del freddo, d’impedire che piloti ed equipaggio vengano messi in quarantena, di coordinare le importazioni di emergenza con gli spedizionieri. Ma alle difficoltà riscontrate nel trasporto aereo si aggiungono quelle relative al trasporto su strada e, soprattutto, al problema delle frontiere. Per superarle molte delle aziende di trasporto hanno creato un team italiano dedicato di autisti/trasportatori, che assume il controllo dei rimorchi internazionali appena oltre i confini nazionali. Parzialmente risolta, ma comunque soggetta a grandi rallentamenti per i controlli di polizia sanitaria, la percorribilità al Brennero, mentre restano numerose criticità legate alle scelte dei singoli Paesi in tema di gestione delle frontiere. Molti gli esempi riportati nel comunicato di Assogenerici. Paesi come Croazia, Romania, Turchia, per esempio, rifiutano le spedizioni provenienti dall’Italia: in questo e in altri casi le procedure vengono elaborate tramite il Cross-Dock di Genk, in Belgio, con ovvi rallentamenti soprattutto per i camion non a pieno carico. E ancora: in Bielorussia i trasportatori stranieri possono utilizzare solo aree selezionate per sosta, pasti e rifornimento; in Bulgaria l’operazione di transito e carico/scarico merci deve essere effettuata nelle 24 ore; il confine ungherese-sloveno resta chiuso e le spedizioni vengono reistradate tramite Belgio e Germania; in Polonia c’è un punto per il passaggio rapido dei medicinali, ma bisogna inviare in anticipo i documenti del camion e dell'autista; in Lituania sono accettate solo merci di importazione. Ecco perché molti farmaci e prodotti sanitari trovano difficoltà a raggiungere le farmacie.