Sono entrate in vigore, con la pubblicazione sulla G.U. del 4 aprile, le norme contenenti le misure per la riduzione del cuneo fiscale Non è una novità, ma farà sicuramente piacere verificare che l’emergenza Coronavirus, che tanto sta modificando della nostra vita, almeno non ha creato inceppi all’entrata in vigore delle norme relative alla riduzione del cuneo fiscale. È stata, infatti, pubblicata -sulla G.U. n. 90 del 4 aprile- la legge 2 aprile 2020, n. 21, che ha convertito con modificazioni il Decreto legge n. 3/2020, che riconosce benefici fiscale ai lavoratori. In particolare il provvedimento riconosce, a titolo sperimentale e cioè dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, le seguenti detrazioni:
  •  ai dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro, un “bonus” (che non concorre al reddito imponibile Irpef) pari a 600 euro, che diventeranno 1.200 dal 1° gennaio 2021 (art. 2),
  •  per coloro che superano i 28.000 euro annui, ma non i 40.000, è prevista una ulteriore detrazione ai fini Irpef (art. 3).
Possono beneficiare della misura, entro i limiti di reddito definiti dal legislatore e sopra indicati, le seguenti categorie di soggetti: lavoratori dipendenti; soci di cooperative; lavoratori dipendenti che percepiscono compensi per incarichi da soggetti terzi; titolari di stage, borse di studio o altre attività di addestramento professionale; collaboratori coordinati e continuativi; sacerdoti; lavoratori socialmente utili; percettori di indennità di mobilità, prestazioni di esodo, cassa integrazione e Naspi.

Viene riconosciuto, ai dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28.000 euro, un bonus pari a 600 euro dal 1° luglio 2020 (che diventeranno 1.200 dal 1° gennaio 2021).  Detrazioni anche per i dipendenti con un reddito sotto i 40.000 euro.

Vediamo in che misura viene riconosciuto questo trattamento integrativo del reddito, da riproporzionare in base al periodo di lavoro:
  •  480 euro, aumentata del prodotto tra 120 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 35.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo è superiore a 28.000 ma non a 35.000 euro;
  •  se il reddito complessivo è superiore a 35.000 euro, ma non a 40.000 euro, la detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 40.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 5.000 euro.
In pratica, il beneficio mensile è dunque pari a:
  •  100 euro per i lavoratori dipendenti con un reddito annuo lordo fino a 28.000 euro;
  •  80 euro per i lavoratori che percepiscono redditi di importo compreso tra 28.000 e 35.000 euro. L’importo del bonus fiscale diminuisce poi gradualmente, fino ad azzerarsi per i dipendenti con redditi tra i 35.000 e i 40.000 euro.
Come detto, questo intervento si applica alle prestazioni rese dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, e successivamente dovrebbe far seguito una revisione degli strumenti di sostegno al reddito. Inoltre, il sostituto d’imposta è tenuto a fare una verifica di conguaglio a fine anno: qualora l’ulteriore detrazione risulti non spettante, in tutto o in parte, il suo recupero dovrà essere effettuato in 8 rate di pari ammontare, a partire dalla retribuzione che sconta gli effetti del conguaglio, qualora lo stesso ecceda 60 euro.