Si allunga ulteriormente l’elenco dei farmacisti colpiti dalla pandemia Coronavirus, diventando ora otto, e li vogliamo ricordare con affetto e grande cordoglio, unito al ringraziamento per la prova di coraggio che hanno dimostrato nel compiere il loro dovere. L’essersi spesi in questa battaglia, che li ha visti impegnati in prima linea fino a contrarne il virus, purtroppo, è costata loro la vita.

Al dottor Lorenzo Repetto, titolare a Saint Vincent, il primo caduto, sono poi seguiti Raffaele Corbellini di Lodi, Paolo D’Ambrogi di Nettuno (Roma), Francesco De Donno di Maglie (Lecce), Patrizio Forti Paolini di Santa Vittoria in Mantenano (Fermo) e Antonio Perani di Paratico (Brescia). A loro purtroppo si aggiungono ora due nuovi decessi.

Innanzitutto, settima vittima, il dottor Antonio Tilli, direttore della farmacia comunale di Pontassieve (Firenze), definito dalla sua comunità “una bellissima persona”, l’espressione che usa il presidente della Fofi, Andrea Mandelli, per rendere omaggio a quanti si sono dedicati “con passione e senso del dovere alla tutela della salute delle persone che lo circondavano in questa terribile emergenza”.

All’elenco si aggiunge ancora, ottavo collega a lasciarci, il dottor Camillo Alinovi, che per tanti anni ha operato nella farmacia Cesena di cui era titolare, in piazza Marconi a Varese Ligure, storico paese di 2.000 abitanti in provincia di La Spezia. Era molto conosciuto e assai stimato, come testimonia l’alta partecipazione al cordoglio da parte dei suoi concittadini. “Oggi è una giornata di lutto per tutto il Comune” ha scritto il sindaco di Varese Ligure, ricordando che “con la sua professionalità, competenza, umanità e disponibilità ha reso un servizio encomiabile alla comunità varesina”.

Molti dei colleghi che ci hanno lasciato operavano in farmacie rurali, dove più immediati, costanti e apprezzati sono i rapporti con la comunità locale. A quanti hanno  conosciuto e apprezzato il loro impegno, e soprattutto ai familiari e parenti, vanno le sentite condoglianze del Presidente, del Consiglio di Presidenza, dell’Assemblea nazionale e di Federfarma tutta, oltre che della direzione e redazione di “Farma 7”.  Riposino in pace.