Con un comunicato stampa di martedì 14 aprile, Federfarma ritorna sul tema delle mascherine protettive con una sua proposta innovativa. Così, dopo aver più volte richiesto alle Amministrazioni competenti la fissazione di un indicatore di valore, cioè una percentuale da applicarsi rispetto ai prezzi di acquisto e di vendita, Federfarma ora presenta un’ulteriore proposta: abbassare l’aliquota Iva sulle mascherine, passando dal 22% al 4%. Un modo immediato, rapido e sicuro per calmierare i prezzi. Questa proposta si unisce a quella di distribuire gratuitamente in farmacia tutti i dispositivi che dovessero pervenire dal canale della Protezione civile e parte dalla considerazione che la necessità di approvvigionarsi dei Dpi e delle mascherine continuerà a caratterizzare anche le fasi successive all’emergenza in atto, le famose fase 2 e fase 3, che ci auguriamo possano presto attuarsi. Fasi in cui è ragionevole ritenere che i dispositivi di protezione individuale continueranno ad assumere la veste di vera e propria misura di profilassi, al pari, quindi, dei dispositivi medici destinati a soggetti affetti da menomazioni funzionali permanenti, che già ora scontano, appunto, un’Iva al 4%.

Una proposta che va nel senso della continuità e che non provoca riduzione d’introiti all’erario

Anche in questo caso -conclude il comunicato stampa- la “Federfarma avanza una proposta concreta per venire incontro alle esigenze dei cittadini, tenuto conto del fatto che la riduzione dell’Iva non sembra poter incidere particolarmente sulle previsioni di gettito, visto che, prima dell’emergenza sanitaria in atto, la vendita delle mascherine presentava volumi ridottissimi, con connessi limitati introiti Iva”.