Sempre più spesso si parla di “Fase 2”, dell’inizio a un ritorno alla normalità, anche se i dati epidemiologici fanno prevedere che la transizione sarà lenta e graduale e che ci vorrà del tempo prima di dimenticare mascherine e distanziamento sociale. Per le farmacie poi i cambiamenti non saranno molto consistenti, visto che non hanno mai chiuso, che la farmacia è sempre rimasta una porta aperta sulla strada, e che i farmacisti sono rimasti tutti i giorni in prima linea (non ci stancheremo mai di ringraziarli).

Qualcosa però cambierà anche per loro con la fase 2, non foss’altro perché molti cittadini torneranno al lavoro e aumenterà così la gente in strada -seppur a distanza di sicurezza- e allora anche per la farmacia vale la pena di incominciare a prepararsi, sulla scia anche delle esperienze finora maturate. La prima preoccupazione per il retail in generale riguarda il problema “code” e la Gdo si sta organizzando con le app che consentono di prenotare l’ingresso o con quella taglia-code tipo UFirst (messa a disposizione anche delle farmacie per un accordo con Federfarma nazionale. Vedasi la notizia pubblica su questo sito il 3 aprile).

Ma cos’altro può fare la farmacia? Interessante al riguardo è il servizio pubblicato sull’ultimo numero di “Pharmacy Scanner” (www.pharmacyscanner.it) che propone una serie di interviste a responsabili di network di farmacie, che indicano le soluzioni che intendono adottare per ottimizzare i percorsi d’acquisto. Vediamole in sintesi.

 

Come i network di farmacia si preparano alla “Fase 2”

  • Santo Barreca, responsabile gestione e sviluppo di Unica, la rete di farmacia di Unico Spa – “Le soluzioni adottate dalla Gdo hanno costi insostenibili per le farmacie. So di farmacie che hanno trasferito sulla soglia dell’ingresso chiocciolina e display, e questo potrebbe già rappresentare una soluzione praticabile. Ma la vera risposta al problema code per me rimane l’home delivery, che noi assicuriamo con Pharmap, e il click&collect, che consente di diluire i ritiri nell’arco della giornata. Alla gestione degli ordini va poi dedicata una risorsa per allestire e smaltire i pacchi, così come i pagamenti. E quando crescono gli acquisti a distanza e i rider cominciano a passare a cadenze serrate, occorrono ingressi separati o aree di sosta differenziate rispetto alle code dei clienti. Aiuta anche l’orario continuato: con covid-19 gli afflussi si sono spalmati sulla giornata molto meglio: un orario ampio riduce il rischio di picchi”.
  • Domenico Laporta, amministratore delegato di Lloyds Farmacia – “Noi stiamo spingendo parecchio sul servizio di recapito, che assicuriamo con Pharmap, così come puntiamo molto sul click&collect: in entrambi i casi si può fare tutto dalla nostra app, con la massima comodità. Abbiamo poi un customer service che non soltanto fornisce assistenza sull’home delivery, ma offre anche informazioni e orientamento sui servizi delle nostre farmacie. La situazione poi impone di Incentivare il cashless, la moneta elettronica, che ritengo sarà un passaggio obbligato: abbiamo diverse riflessioni in corso e stiamo valutando vari provider. Covid-19, infatti, sta spingendo verso le nuove tecnologie in un modo che nessuno avrebbe mai immaginato”.
  • Rodolfo Guarino e Davide Tavaniello, i due manager alla guida di Hippocrates – “In questo momento puntiamo sulla domiciliarità ed è questo il motivo per cui, oltre alla partnership con Glovo, abbiamo sottoscritto accordi locali con la Croce Rossa per il recapito gratuito dei farmaci nelle città della provincia dove Glovo non arriva. Un’altra soluzione che consente di evitare congestioni davanti e dentro la farmacia è quella di spingere la clientela a ottimizzare gli acquisti: abbiamo creato un “pacchetto Covid” comprendente mascherine, gel, vitaminici e altri rimedi in confezioni che coprono il bisogno di una settimana, così il cliente può passare una volta sola ogni sette giorni. Una buona organizzazione del servizio di recapito, poi, consente di mettere in campo politiche di fidelizzazione mirate: nei pacchi o nei sacchetti che si allestiscono si possono aggiungere volantini, promozioni, buoni acquisto e altro ancora. L’home delivery diventa così una leva per arrivare ben oltre il bacino di utenza tradizionale”.
  • Antonello Mirone, presidente di Federfarma Servizi – “Ci piace l’idea del taglia-code e a tal fine stiamo avviando una sperimentazione con UFirst in una ventina di farmacie. Valuteremo i risultati, ma è un’ipotesi che vogliamo prendere in considerazione, perché potrebbe rivelarsi uno strumento efficace anche per gestire il flusso della Dpc. Con la dematerializzazione della ricetta rossa, infatti, la farmacia che evita un passaggio al paziente e lo fa venire soltanto quando il farmaco è disponibile riduce gli afflussi ed evita congestionamenti. Anche adottare poi la moneta elettronica è inevitabile e in questo campo le cooperative possono svolgere un ruolo importante per le farmacie associate: selezionare i partner più affidabili, sottoscrivere convenzioni a tariffe agevolate, valutare le soluzioni tecnologiche più adatte”.

Insomma, “la lista delle cose su cui pensare -conclude l’articolo di “Pharmacy Scanner”- è già bella piena”.