Non soltanto tra i farmacisti, ma anche tra i distributori intermedi ha creato molte perplessità l’ordinanza n. 11 del 26 aprile del Commissario straordinario Domenico Arcuri. In un comunicato stampa, infatti, il presidente di Federfarma Servizi, Antonello Mirone, e il presidente di Adf, Alessandro Morra, rivolgono un appello urgente al Commissario, al Governo e al ministro della Salute per sgombrare il campo dai dubbi e dalle incertezze relativi al prezzo massimo di vendita imposto alle mascherine chirurgiche, il tutto poi senza possibilità di esaurimento delle scorte. Innanzitutto, si definisce il prezzo di vendita per ciascuna unità (0,50 euro, al netto dell’Iva) “un valore del tutto fuori dalla realtà, dato che il costo d’acquisto e/o importazione in Italia è di gran lunga superiore”. Lo dimostra anche l’analoga misura presa recentemente in Spagna, dove si è stabilito che una mascherina chirurgica non possa costare più di 96 centesimi. Inoltre, i presidenti di Adf e Federfarma Servizi rivendicano “il senso di responsabilità dimostrata sul campo da parte della distribuzione farmaceutica che, oltre ad assicurare con tempestività la consegna dei farmaci, in molte regioni ha provveduto gratuitamente alla distribuzione delle mascherine fornite dalla Protezione Civile e dalle autorità regionali”. Incomprensibile, quindi, un provvedimento che penalizza irragionevolmente i distributori farmaceutici, che hanno investito ingenti risorse per assicurare la distribuzione delle mascherine ai farmacisti, impedendo così fenomeni di speculazione.

Impedire che il prezzo delle mascherine chirurgiche abbia ricadute negative sulla loro disponibilità

È allora urgente “rivedere i termini di applicazione delle disposizioni in relazione al prezzo delle mascherine, onde evitare ricadute negative sulla disponibilità di uno strumento che l’ordinanza stessa definisce “beni di primaria necessità”, per consentire alla Distribuzione Intermedia di continuare a svolgere il suo ruolo di servizio pubblico essenziale”. Federfarma Servizi e Adf si dichiarano anche pronti a distribuire gratuitamente le mascherine fornite dalla Protezione Civile alle categorie più fragili, ricordando tuttavia che i distributori farmaceutici “già sono sotto-remunerati per la distribuzione dei farmaci Ssn e stanno sopportando costi aggiuntivi molto rilevanti per la tutela dei propri lavoratori e terzisti”.