La crisi dovuta alla diffusione del Covid-19 ha portato le Istituzioni europee a mobilitarsi a più riprese per mettere in atto misure di tutela. Lo scorso 20 marzo, per esempio, è entrata in vigore la prima riserva comune europea di attrezzature mediche di emergenza (rescEU), una scorta strategica di salvataggio di attrezzature mediche per terapia intensiva come ventilatori, e dispositivi di protezione individuale come mascherine riutilizzabili, vaccini, terapie e forniture di laboratorio per aiutare i Paesi europei nel contesto della pandemia. La Commissione, inoltre, ha pubblicato lo scorso 8 aprile una Comunicazione agli Stati membri sull’approvvigionamento ottimale di farmaci per evitare carenze durante la pandemia di Covid-19, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e di assicurare farmaci a prezzo accessibile. In quell’occasione, la Commissione ha evidenziato come le scorte di approvvigionamento create a livello nazionale possano generare situazioni di carenze, da evitare con la costituzione di scorte a livello UE (come già per le attrezzature mediche). Gli Stati membri hanno, inoltre, la possibilità di utilizzare gli strumenti giuridici già esistenti, quali le forme di aggiudicazione congiunta, ovvero bandi di gara europei utilizzati specificamente per il contrasto alle pandemie. Tali misure sono però di portata limitata e non consentono di dare una risposta efficace per far fronte alla crisi.

Emanato il “Regolamento” che, con varie modalità, consente di finanziare le spese sostenute nelle situazioni di emergenza

Proprio per porre rimedio a questa situazione, lo scorso 14 aprile il Consiglio dell’UE è intervenuto emanando un Regolamento che attiva un sostegno di emergenza già previsto dalla normativa europea, ma di cui vengono modificati i termini, per consentire una risposta più adatta all’attuale situazione pandemica. Il sostegno di emergenza è attivato per finanziare le spese necessarie per affrontare la pandemia di Covid-19 per il periodo dal 10 febbraio 2020 al 31 gennaio 2022. Tale sostegno fornisce una risposta di emergenza a integrazione della risposta degli Stati membri interessati, ogniqualvolta ve ne sia necessità durante una catastrofe, oppure nel caso in cui, a seguito di una catastrofe, vi sia la necessità di far fronte ai suoi effetti o per impedirne la ricomparsa. Il sostegno può comprendere qualsiasi azione di aiuto umanitario ammissibile al finanziamento UE. Può essere utilizzato anche per finanziare ogni altra spesa direttamente connessa all’attuazione di tale sostegno e per finanziare tutte le azioni che siano necessarie in caso di pandemia. Poiché in situazioni di emergenza si possono verificare difficoltà nell’acquisto di forniture o servizi, e per consentire agli Stati membri di trarre il massimo vantaggio dal mercato interno, in termini di economie di scala e di condivisione dei rischi e dei benefici, vengono ampliate le possibilità per la Commissione di acquistare forniture o servizi per conto di Stati membri. Il sostegno di emergenza può, quindi, essere concesso o con appalti congiunti con gli Stati membri, o con procedura d’appalto indetta dalla Commissione per conto degli Stati membri sulla base di un accordo tra questi e la Commissione, o con procedura d’appalto indetta dalla Commissione che acquista all’ingrosso e procede allo stoccaggio, alla rivendita o alla donazione di forniture e servizi agli Stati membri o alle organizzazioni partner da lei selezionate.  (EP)