Il presidente del Sunifar, Silvia Pagliacci, e il segretario, Renato Usai, hanno inviato una lettera ai responsabili delle Sezioni rurali, alle Associazioni provinciali e alla Unioni regionali, per invitarli a sollecitare le Regioni, laddove non si sia già provveduto, ad aggiornare gli importi delle indennità di residenza. Le farmacie hanno dimostrato, durante l’emergenza Covid-19, la loro totale disponibilità, non soltanto restando sempre aperte e non interrompendo mai il servizio, ma soprattutto non diminuendo minimamente il livello di assistenza alla popolazione, seppur in una situazione sicuramente più pericolosa e dura. Il farmacista rurale, infatti, è sempre rimasto in trincea, affrontando enormi rischi. “Il prezzo che abbiamo pagato in questi giorni -si precisa nella lettera- è stato altissimo: diversi colleghi ci hanno lasciato e molti altri sono stati ricoverati a lungo, con la preoccupazione, inoltre, di dovere, comunque, riprendere al più presto il servizio. Oggi le difficoltà sono tutt’altro che superate, anche se il Paese, poco a poco, sta recuperando parvenze di normalità. E in questo momento riteniamo che sia nostro diritto e dovere rivolgerci ai nostri interlocutori locali che presiedono la sanità e chiedere loro di dare un primo concreto segnale di riconoscimento alle farmacie, al di là dei pur apprezzatissimi ringraziamenti ricevuti”.

L’importanza di aiutare le farmacie rurali più piccole, “ma non per questo meno importanti”

I responsabili del Sunifar prendono allora spunto da quanto avvenuto nei giorni scorsi in Piemonte -dove la Regione ha provveduto ad aggiornare gli importi delle indennità di residenza- per sollecitare anche gli altri organi regionali ad adottare analoghi provvedimenti. E ricordano come l’indennità di residenza sia nata proprio per contribuire alle ridotte entrate delle farmacie rurali più piccole, “ma non per questo meno importanti”, perché garantiscono al Ssn uniformità di assistenza anche nelle località più sperdute, pur in situazioni di emergenza, come l’attuale pandemia sta dimostrando. “Un aggiornamento costante e prestabilito di tali indennità in favore delle farmacie rurali -conclude la lettera del Sunifar- ci sembra indispensabile e doveroso, anche e soprattutto per tutto quello che queste farmacie hanno fatto e continueranno a fare per la collettività e in quest’ottica occorre sollecitare tempestivi interventi”. E si ricorda, infine, che per il calcolo della indennità di residenza -e quindi dello sconto agevolato- si deve fare riferimento al numero degli abitanti della frazione o agglomerato rurale ove ubicata la farmacia, e non di tutti gli abitanti dell’intero territorio comunale o della pianta organica della farmacia.