Nove francesi su dieci vogliono che a somministrare il test diagnostico del Covid-19 sia il loro farmacista. Questo è quanto risulta da un sondaggio Odoxa, effettuato tra il 22 e il 23 aprile scorso su un campione di 1.005 persone. Ma il risultato dell’indagine non sorprende. Infatti, già in una precedente indagine condotta per Pharmacie Référence Groupe (Phr) i farmacisti, in prima linea dall’inizio della pandemia, hanno guadagnato popolarità come mai prima d’ora negli ultimi 10 anni, tanto da far affermare a ben il 93% degli intervistati che “i farmacisti stanno coraggiosamente svolgendo la loro attività nel contesto del coronavirus” e al 91% di loro che sono indispensabili per la vita quotidiana.

Quasi otto francesi su dieci ritengono, inoltre, che la farmacia sia “un luogo di salute dove i pazienti sono curati e trattati in modo efficace” e la crisi sanitaria ha rafforzato questa convinzione, con l’88% degli intervistati che, già in quella sede, si dichiarava appunto favorevole all’esecuzione di test Covid-19 in farmacia. Non vi è, però, chiarezza sulle modalità con cui effettuare i test. Infatti, mentre il Centro nazionale di riferimento (Cnr) ha trasmesso durante l’ultima settimana di aprile l’elenco dei primi test approvati alla Direzione generale della Salute (Dgs), le discussioni continuano per determinare a quale parte della popolazione saranno destinati e all’interno di quale contesto potranno essere effettuati.

Come ci ricorda Philippe Besset, presidente della Federazione dei sindacati farmaceutici di Francia (Fspf), i farmacisti devono essere autorizzati dalle autorità pubbliche a fornire questi test: “Gli aggiustamenti sono essenziali. Il governo non potrà fare a meno della rete di farmacie se vuole testare 67 milioni di francesi!”. Ma attenzione, ricorda Gilles Bonnefond, presidente dell’Unione dei Sindacati dei Farmacisti (Uspo): “non si tratta in ogni caso dei test di screening con tamponi nasali che vengono eseguiti dai laboratori, ma piuttosto verranno svolti in farmacia i test di rilevazione rapida (Rdt) di Covid-19 e l’erogazione di autotest”.

Sono 3 i motivi per cui i francesi preferiscono fare i test Covid-19 in farmacia

I risultati del sondaggio Odoxa dimostrano che il 94% degli intervistati ha dichiarato di essere favorevole all’idea che questi test rapidi siano somministrati dai farmacisti, e ciò per tre ragioni: “la fiducia riposta nei farmacisti; la volontà di non sovraccaricare di lavoro i laboratori e i medici; la vicinanza offerta dalle farmacie “facilmente accessibili e presenti su tutto il territorio”.

Più di 8 francesi su 10 pensano addirittura che l’”implementazione di questi test sierologici rapidi nelle farmacie costituirebbe un mezzo per superare con successo l’impatto della fine delle misure di contenimento del prossimo 11 maggio”.  I test sierologici infatti sono una parte importante della futura strategia di fase 2, in quanto la conoscenza della presenza di anticorpi e la determinazione del tasso di “immunizzazione” faciliterebbero le misure di allentamento del confinamento sociale.

Per quanto riguarda il pagamento del test, quasi due terzi degli intervistati (63%) si dichiara disponibile a pagarsi il test diagnostico a condizione che il prezzo non superi i 20 euro. (EP)