Il Codacons annuncia un esposto alla Procura

Continua la “querelle” intorno alle mascherine. Marco Cossolo, presidente di Federfarma, precisa che le mascherine non si trovano in farmacia, sebbene i farmacisti siano disponibili alla vendita, perché “le ingenti quantità promesse purtroppo non sono arrivate. Su questo siamo punto e a capo”. “La colpa non è mia”, replica da parte sua il Commissario straordinario Arcuri, “ma dei distributori e dei farmacisti”. E su tutto si inserisce ora il Codacons, che annuncia un esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro il Governo e il Commissario Domenico Arcuri.

“Le mascherine chirurgiche a 50 centesimi sono introvabili in molte zone d’Italia, e le farmacie che ancora hanno disponibilità hanno quasi terminato le scorte -spiega il presidente Carlo Rienzi- Stiamo ricevendo segnalazioni da tutta Italia da parte di consumatori che non riescono a reperire il prodotto, e riteniamo che la situazione sia molto grave, al punto da richiedere l’intervento della magistratura”. Da qui l’intenzione del Codacons di chiedere ai magistrati di aprire un’indagine nei confronti del Governo e del Commissario Arcuri, per verificare se vi sia stata interruzione di pubblico servizio ed omissione di atti d’ufficio.

Una situazione, quindi, per molti versi incresciosa, soprattutto se confrontiamo il caos mascherine italiano con quanto sta avvenendo in Francia.

 

Francia: mascherine di Stato distribuite in farmacia

Le farmacie francesi si trovano ad affrontare e gestire l’arrivo massiccio di mascherine che devono essere distribuite secondo le istruzioni impartite dal ministero della Salute. A partire dal 7 maggio, infatti, ogni settimana arrivano 100 milioni di mascherine che vengono poi distribuite agli operatori sanitari attraverso la rete delle farmacie a partire dall’11 maggio. Nelle istruzioni del Ministero sono state aumentate le quantità che vanno consegnate agli operatori sanitari. Medici, dentisti, biologi medici, infermieri, nonché specializzandi e professionisti sanitari responsabili dei tamponi rinofaringei dei test Covid-19, ricevono 24 mascherine a settimana. Ai medici viene inoltre consegnata una confezione da 50 mascherine da consegnare ai pazienti ai quali viene prescritto il test di screening del Covid-19, e delle confezioni di mascherine pediatriche (1-5 anni e 6-12 anni). La dotazione delle mascherine pediatriche non verrà però ripetuta ogni settimana.

Diciotto maschere a settimana vengono inoltre consegnate ai farmacisti, assistenti di farmacia, ostetriche, fisioterapisti, tecnici nei laboratori di biologia medica e ai loro studenti. Sono state inoltre inserite nuove categorie di beneficiari, che ora ricevono 12 maschere a settimana. Sono i tecnici acustici, i dietologi, ottici, logopedisti, ortottisti, podologi, terapisti psicomotori e podologi-protesisti. Per gli operatori di assistenza domiciliare sono previste 15 maschere a settimana, mentre gli assistenti familiari ricevono 3 maschere a settimana per ogni persona assistita.

Il ministero della Salute francese ha stabilito nel dettaglio quante mascherine devono ricevere, a loro protezione, i vari professionisti sanitari. La farmacia incaricata della distribuzione

Inoltre, a partire dall’11 maggio per la durata di due settimane, vengono inviate 24 maschere FFP2 in via prioritaria agli specialisti medici che lavorano sul tratto respiratorio, nonché ai chirurghi dentali e alle persone incaricate dei test di screening. I fisioterapisti ricevono 6 maschere FFP2 a settimana per le procedure di fisioterapia respiratoria. Infine, per i pazienti Covid-19 e i loro contatti è prevista la fornitura di 14 mascherine a settimana, mentre le persone ad alto rischio di sviluppare una forma grave di Covid-19, in particolare le persone immunodepresse, riceveranno 10 maschere a settimana, previa prescrizione medica. La consegna viene effettuata su indicazione dell’assicurazione sanitaria tramite il suo servizio di assistenza dedicato “Contatto Covid” sulla piattaforma AmeliPro.

A causa dell’ampliamento delle categorie dei beneficiari, la logistica in farmacia è divenuta più complessa e comporta un lavoro ulteriore per lo staff, lavoro che, secondo la Federazione delle associazioni delle farmacie dovrà essere remunerato. Così, il sindacato chiede che “questo lavoro aggiuntivo sia ricompensato fino a 0,10 € per maschera dello stock statale distribuito per sanitari e pazienti” oppure, in alternativa, che “venga riconosciuta, nel caso della vendita di mascherine chirurgiche, una remunerazione fissa stabilita dallo Stato“.  (EP)