Diamo ancora spazio al problema delle mascherine in Francia, perché è significativo quanto qui sta succedendo.

Sorpresi dagli annunci del Governo dei giorni scorsi, che imponevano ai farmacisti francesi nuove incombenze nella distribuzione delle mascherine di Stato, i sindacati rappresentativi della professione si sono mossi affinché venisse riconosciuto il lavoro supplementare del farmacista. E le loro principali richieste in merito alla semplificazione della distribuzione di maschere provenienti dagli stock statali e alla remunerazione sono state ascoltate. Così, a partire dall’11 maggio, le modalità di distribuzione delle maschere dagli stock statali sono cambiate, diventando più semplici e includendo anche una remunerazione per i farmacisti.

Più nel dettaglio, viene allargato il numero delle categorie dei beneficiari destinatari delle mascherine statali, arrivando a comprendere ulteriori figure di professionisti sanitari e paramedici. Ma soprattutto, vengono incluse nella distribuzione delle nuove categorie di persone. Da questa settimana, riceveranno 14 mascherine a settimana i pazienti sottoposti a screening Covid+ (su prescrizione medica e presentazione della tessera sanitaria e di un risultato positivo a un test virologico Covid 19) e le persone che sono entrate in contatto con loro (su indicazione trasmessa attraverso il teleservizio dedicato presente sulla piattaforma AmeliPro e su presentazione della tessera sanitaria). Riceveranno poi dieci mascherine a settimana le persone a rischio medico elevato di sviluppare una forma grave di Covid-19, in particolare gli immunodepressi.

Mascherine per tutti e con un riconoscimento economico ai farmacisti

Per l’erogazione delle mascherine a queste tre categorie di pazienti, i sindacati della professione hanno ottenuto una remunerazione pari a 2 euro a consegna, e si stanno muovendo per ottenere la remunerazione anche per la consegna di maschere ai professionisti idonei con un possibile recupero per i mesi di marzo e aprile. Inoltre, a partire dal 18 maggio i farmacisti non riceveranno più le dotazioni di mascherine statali in quantità così elevate come accaduto finora, ma verranno riforniti in base alle loro esigenze, a seguito di ordinativo presso i loro grossisti.

Modifiche sono state anche apportate al sistema di tracciabilità, semplificato notevolmente. Tuttavia, il principale sindacato delle farmacie (FSPF) raccomanda di tenere ugualmente una contabilità di queste mascherine, proponendo allo scopo diversi metodi per consentire la tracciabilità delle consegne ai pazienti: su carta, su AmeliPro, per mezzo di un dispositivo regionale o anche utilizzando il software gestionale della farmacia.

Infine, dal 13 maggio è partito anche la tracciatura dei pazienti positivi (cosiddetto paziente zero) e dei loro contatti (cosiddetto caso contatto). La farmacia li potrà identificare sul portale Ameli.Pro, dove vengono censiti. Al farmacista basterà poi controllare il nome del paziente e vedere se ha diritto al rimborso e a quel punto consegnargli gratuitamente 24 mascherine per 14 giorni, spuntando la consegna sul portale per evitare duplicazioni. (ML-EP)