È proprio un anno da incorniciare il 2019 per i farmaci biosimilari, che registrano un incremento dell’80% e aumentano di numero, salendo da 12 a 14 molecole. Eccole: Adalimumab, Enoxaparina, Epoetine, Etanercept, Filgrastim, Follitropina Alfa, Infliximab, Insulina glargine, Insulina Lispro, Pelfigrastim, Rituximab, Somatropina, Teriparatide e Trastuzumab biosimilari. Da sole hanno assorbito il 30% dei consumi nazionali (17% nel 2018), contro il 70% (83% nel 2018) detenuto dai corrispondenti originator, registrando così nei consumi una crescita complessiva del 78,9% rispetto ai dodici mesi precedenti.

Ben 5 molecole su 12 hanno superato nelle vendite il biologico originatore

Alla presentazione del nuovo consiglio direttivo di Assogenerici si è fatto il punto su questo exploit: ben cinque molecole l’anno scorso sono state protagoniste sul mercato nazionale del sorpasso nelle vendite di un  biosimilare rispetto al biologico originatore, tutte con dati in crescita. Primo in classifica il Filgrastim (farmaco essenziale per i pazienti in chemioterapia citotossica), i cui 5 biosimilari in commercio hanno assorbito il 95,87% del mercato a volumi. Ad assicurarsi la seconda miglior performance sono state invece le Epoetine, che hanno assorbito l’84,9% del relativo mercato a volumi, seguite da Rituximab (trattamento delle leucemie, in versione biosimilare dal 2017), già in grado di assorbire l’85,74% del mercato di riferimento, e da Infliximab (trattamento di malattie autoimmuni, prima commercializzazione nel 2015) che è arrivato a totalizzare l’84,16% del mercato a volumi. Viaggia veloce, infine, anche Etanercept (trattamento di malattie autoimmuni, sul mercato dalla fine del 2016) che totalizza il 52,92% del mercato totale della molecola. Ampiamente diversificato, ma stabile, il quadro dei consumi a livello regionale: a registrare il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio sono la Valle d’Aosta e il Piemonte con una incidenza del 65,13% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono Emilia Romagna (63,53%), Marche (57,61%) e Toscana (50,03%). Fanalini di coda, invece, Umbria (10,38%), Puglia (14,79%) e Trentino (15,64%).