L’emergenza Coronavirus ha dimostrato quanto sia importante valorizzare la medicina del territorio, perché diversamente l’ospedale -per quanto efficiente e d’eccellenza- non riesce a far fronte all’urto dei troppi ricoveri. Da qui la necessità di creare una fitta rete territoriale che coinvolga medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti, tale da poter affrontare ora la pandemia e più tardi (speriamo quanto prima) poter garantire la tanto auspicata aderenza terapeutica e la presa in carico del paziente cronico.

Il tema della medicina territoriale anche come strumento per superare gli intoppi burocratici di una sanità ormai anacronistica è stato affrontato durante il webinar “Fase 2 Covid19: focus territorio – anticipare e gestire il cambiamento”, organizzato da Officina Motore Sanità, in collaborazione con Biomedia e realizzato grazie alla sponsorizzazione di Ipsen. Durante l’incontro il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia, ha ben delineato l’importanza di un capillare servizio sanitario territoriale, che permetta di lasciare “gli ospedali ai malati con acuzie e mantenga anziani e fragili a casa, lontano da fonti di contagio”. Ha poi ribadito la necessità di un crescente coinvolgimento della farmacia, istituzione che, come testimonia il ruolo assicurato durante la pandemia, ha garantito un notevole contributo alla tutela della salute della popolazione: “informa, rassicura, fa argine a un accesso improprio ai Pronto soccorso, permette ai cittadini di avere sotto casa (o anche a domicilio, se necessario), senza spostamenti, farmaci solitamente da ritirare nelle strutture pubbliche. Permette anche di accedere comodamente a servizi aggiuntivi di alta valenza sociosanitaria quali telemedicina, test diagnostici di prima istanza, screening di prevenzione e così via”.

Rafforzare l’ADI: obiettivo di Cittadinanzattiva e di Federfarma

Nel senso di un potenziamento della medicina territoriale va anche la proposta presentata da Cittadinanzattiva, e sottoscritta fra gli altri anche da Federfarma, in modo da rafforzare l’assistenza ai malati cronici. “Ci batteremo -ha detto Antonio Gaudioso, segretario di Cittadinanzattiva- affinché almeno 300 milioni tra le risorse previste siano destinate al rafforzamento dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi) per i soggetti più fragili. Ci batteremo anche perché l’investimento non resti isolato al 2020, ma venga esteso per almeno i prossimi due anni. Abbiamo raggiunto questo primo importantissimo risultato, ora bisognerà battersi affinché queste risorse vengano spese bene, arrivino alle persone che ne hanno reale bisogno e che, soprattutto, non vengano sprecate”. Un obiettivo -precisa Gaudioso- che merita di essere “sostenuto da Federfarma, così come ha fatto fin dall’inizio. Noi non ci fermeremo, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti per assicurare quello che oggi non esiste, una assistenza domiciliare dignitosa a chi ne ha bisogno”.