Non soltanto all’estero, ma anche in Italia, l’organizzazione di “Medici senza frontiere” è impegnata nella lotta all’emergenza Covid-19. Oltre a operare in 70 paesi tra Europa, Africa, medio Oriente, Asia, Oceania  e Sudamerica, i suoi team composti da medici, infermieri, logisti, promotori della salute e psicologi stanno supportando ospedali e centri sanitari, formando gli operatori locali sulle misure idonee a contenere il virus, in collaborazione con le autorità sanitarie dei diversi Paesi.

In Italia sono oltre 50 gli operatori di “Medici senza frontiere” impegnati nella lotta al Coronavirus, soprattutto per condividere la propria esperienza nella gestione delle epidemie, in particolare nelle Marche, in Lombardia e nel Lazio, con attività di supporto agli ospedali, alle comunità vulnerabili come i ricoveri per gli anziani. Diversi operatori che partono in missione con MSF da settimane sono in prima linea come medici del Sistema sanitario nazionale.

Serve l’aiuto e la solidarietà di tutti, anche dei farmacisti

Spesso ci chiedono se il Coronavirus è come una guerra -dice la dottoressa Claudia Lodesani, presidente di MSF che ha lavorato in prima linea per il Covid-19 in Italia- ma non è così. In guerra ci sono persone che decidono di uccidere altre persone, le bombe ti colpiscono perché qualcuno lo vuole e non puoi evitarlo. Il virus, invece, è un elemento della natura, di fronte al quale siamo tutti dalla stessa parte, possiamo studiarlo e se impariamo a conoscerlo tutti insieme possiamo vincere”. Questa epidemia sta colpendo tutti noi e solamente insieme possiamo combatterla. Ecco perché in questo momento serve l’aiuto e la solidarietà di tutti, il momento in cui ogni persona può fare la differenza. Ed ecco perché Medici senza frontiere si rivolge anche a Federfarma e ai farmacisti italiani.

Oggi anche i farmacisti, infatti, possono essere al fianco dei “Medici senza frontiere” e cercare, con il loro sostegno, di rispondere all’emergenza internazionale Covid-19.