C’è anche l’emendamento Gemmato nel Dl “Liquidità” approvato ieri alla Camera e che ora passa all’esame del Senato, con un voto previsto per il 5 giugno che sembrerebbe “blindato”, visto che le Commissioni hanno già approvato le varie modifiche e che il Dl ha registrato un consistente consenso (269 voti favorevoli, contro i 193 contrari e le 9 astensioni). Il testo approvato dispone infatti, all’articolo 27 ter, che «i farmaci di cui all’articolo 8 della 405/2001 (cioè quelli della diretta, ndr) possono essere distribuiti agli assistiti dalle farmacie convenzionate in regime di distribuzione per conto», alle condizioni stabilite e nelle modalità fissate dagli accordi regionali sulla dpc. È un emendamento importante quello che vede come primo firmatario l’on. Marcello Gemmato, segretario della Commissione Affari sociali, perché rende possibile la distribuzione per conto -durante l’emergenza Coronavirus- di tutti i farmaci ora spediti dalle farmacie ospedaliere o dalle Asl in distribuzione diretta. Si tratta, quindi, di una porta aperta per riportare in farmacia i troppi farmaci dispensati in Dd, una mano concreta ai molti pazienti cronici obbligati a un difficile approvvigionamento di prodotti spesso salvavita, in un periodo in cui peraltro è richiesto il “distaccamento sociale”. È giusto che in ospedale rimangano i medicinali che richiedono monitoraggio intensivo o particolari accorgimenti, ma queste devono essere scelte motivate da esigenze scientifiche e non meramente economiche, come purtroppo finora accaduto. Va precisato che la distribuzione per conto in farmacia di tutti i farmaci normalmente distribuiti in forma diretta dalle farmacie ospedaliere, cosa che prima non era possibile fare, ora avverrà "alle condizioni stabilite dagli accordi regionali" e "fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica". Ma non di meno si tratta di un primo importante passo, che apre la strada al ritorno dei tante molecole in farmacia, un precedente importante sul quale costruire ora una strategia.