Durante la pandemia Coronavirus, specialmente nella fase più critica della sua esplosione, l’Italia si è trovata purtroppo non sempre autonoma, ma spesso dipendente da Paesi stranieri, una situazione che ha provocato preoccupazione e, in alcuni casi, anche difficolta nell’approvvigionamento di beni ritenuti, nella fase dell’emergenza, indispensabili. E non pensiamo solamente alle mascherine e ai sistemi di protezione individuali, introvabili perché la produzione era da noi ormai dismessa, ma anche a certe sostanze necessarie per produrre i farmaci. Una situazione che ha riguardato un po’ tutti i Paesi europei, tant’è vero che il Commissario della Direzione generale Santé, Stella Kyriakides, si è impegnata a presentare per fine anno “un’ambiziosa strategia farmaceutica per garantire all’Europa l’accessibilità economica, la sostenibilità e la sicurezza dell'approvvigionamento. La pandemia di coronavirus ci ha mostrato più che mai che abbiamo bisogno di un sistema resistente alle crisi e dei mezzi per produrre, all’interno dell'UE, le medicine essenziali per i nostri cittadini e ospedali in ogni circostanza”. A tal fine la Commissione europea ha avviato una consultazione pubblica sulla “Strategia farmaceutica per l’accesso tempestivo dei pazienti a medicinali sostenibili”, in modo da poter adottare iniziative idonee a supporto del comparto produttivo del farmaco. Aperta fino al 7 luglio, la consultazione invita cittadini e stakeholders a condividere suggerimenti e opinioni, per la messa a punto del capitolo farmaceutico nell’ambito della nuova strategia industriale europea da adottare a fine anno. “Si tratta del primo passo” commenta il presidente Assogenerici, Enrique Häusermann, nel solco tracciato dalla Commissione Ue con la pubblicazione, a inizio marzo, del documento sulla “Nuova strategia industriale europea”. Un documento importante in cui -facendo esplicito riferimento all’emergenza Covid-19- si sottolinea che l’accesso ai prodotti medici e farmaceutici è cruciale per la sicurezza e l’autonomia dell’Europa. Proprio con l’emergenza della pandemia, l’Europa si è scoperta ancora troppo dipendente, soprattutto nei momenti critici, da Paesi extra-europei, che per vari motivi hanno creato ostacoli non indifferenti all’approvvigionamento delle sostanze per produrre i farmaci necessari per la sua gestione. L’obiettivo individuato dall’Ue è dunque quello di garantire alle industrie dell’Unione la possibilità di disporre di intermedi e principi attivi in modo continuativo”. Ma non basta certo un piano strategico, un elaborato di buone intenzioni per superare gli ostacoli che la pandemia ha evidenziato. “Bisogna incoraggiare gli investimenti nella capacità produttiva del mercato interno, garantendo la sostenibilità dei farmaci di più vecchia registrazione, relegati negli ultimi anni nella politica del massimo possibile risparmio”. Soprattutto serve -conclude il presidente di Assogenerici- rimuovere gli ostacoli burocratici, favorire lo sviluppo di politiche di mercato competitive e sostenibili e tutelare gli investimenti europei. Speriamo che anche il nostro Paese sappia raccogliere e partecipare da protagonista alla sfida cui sono chiamati tutti i Paesi europei».