Federfarma evidenzia, in una sua circolare (prot. n. 9034/372), le disposizioni relative alle riunioni tra sanitari, anche in risposta a richieste provenienti dal territorio e dopo aver acquisito il parere  del proprio legale, il professor Massimo Luciani. Risulta così che, a norma dell’articolo 73, comma 4, del decreto-legge 17 marzo 20202 n. 18, le associazioni private anche non riconosciute… che non abbiano regolamentato modalità di svolgimento delle sedute in videoconferenza, possono riunirsi secondo tali modalità”.

Proprio in base a questa indicazione Federfarma ha deciso di svolgere le proprie riunioni (tra cui rientrano anche quella destinata al rinnovo dei propri vertici dell’11 giugno e quella di approvazione del bilancio del 30 giugno) in modalità di videoconferenza. E ne consegue anche che “la problematica del rinnovo delle cariche degli Ordini dei farmacisti non riguarda Federfarma, che ha natura di soggetto di diritto privato, diversamente dalla natura pubblicistica degli Ordini professionali”.

È opportuno ricordare quanto sancito dal Consiglio dei Ministri relativo alla stato di emergenza sanitaria causata dal Covid-19, il quale, proprio per contrastare il diffondersi del virus, ha stabilito che (art. 1, comma 1 , lett. v) “sono sospesi i congressi, le riunioni, i meeting e gli eventi sociali, in cui è coinvolto personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità”) e -art. 11, comma 1 del Dpcm 11 luglio 2020- “le disposizioni del presente decreto … sono efficaci fino al 14 luglio 2020”.

Da qui la correttezza, per le associazioni private, di convocare le proprie riunioni assembleari in videoconferenza, anche per rispondere al principio di precauzione nei confronti dei convenuti e nel rispetto del quadro normativo vigente e delle relative finalità perseguite. Viceversa, eventuali riunioni “in presenza fisica” dei convenuti avrebbero provocato la diretta responsabilità del soggetto convocante.