Secondo quanto riportato da Chemist & Druggist, lo scorso mese di gennaio Amazon ha presentato domanda di registrazione del marchio “Amazon Pharmacy” in Uk e nell’UE. Tali domande coprono una vasta gamma di beni e servizi normalmente forniti dalle farmacie, compresi prodotti e apparecchi farmaceutici, servizi di vendita al dettaglio di medicinali e di prodotti salutistici, consulenze e informazioni mediche. La novità comporta un cambiamento allo stesso tempo interessante e preoccupante per le farmacie tradizionali. Ma a quanto pare l’intenzione di Amazon di entrare nel mercato della farmacia online potrebbe incontrare qualche difficoltà, in base a quanto affermano gli esperti legali Peter Byrd, specializzato in diritto della proprietà intellettuale, e Noel Wardle, esperto in regolamentazione sanitaria. Un marchio registrato, infatti, conferisce al suo proprietario il diritto di impedire a terzi di utilizzare quel nome in relazione ai prodotti e servizi che ne sono oggetto. Sebbene non sia necessario per svolgere un’attività, è comunque uno strumento potente di protezione di un'impresa, soprattutto nell’ambito farmaceutico: è, infatti, assai efficace per fermare e sequestrare prodotti che sono stati importati e/o riconfezionati, compresi farmaci fabbricati all'estero, che potrebbero non avere l'approvazione per l'uso nel Regno Unito. Le domande di registrazione seguono l’acquisizione da parte di Amazon, nel 2018, della farmacia online statunitense PillPack, che si proponeva come farmacia a tutto tondo. Amazon, inoltre, ha presentato domande di registrazione in Canada, Brasile, Stati Uniti, Turchia, Australia e Israele, dimostrando di avere su tale marchio ambizioni globali. In Uk tutti i farmaci possono essere lecitamente forniti attraverso farmacie online, all'interno del Ssn oppure privatamente, e i farmaci della lista generale di vendita (Gsl) possono essere distribuiti da qualsiasi rivenditore. Tuttavia, la questione è diversa nell'UE, dove alcuni Paesi adottano la posizione liberale dell’UK, altri, come l’Italia, invece vietano le vendite online di farmaci etici. Se Amazon avesse in programma di gestire la propria farmacia in Inghilterra, supponendo che voglia fornire servizi pubblici, dovrebbe iscriversi nell'elenco delle farmacie dell’Nhs inglese. Al momento è relativamente semplice ottenere l’autorizzazione a fornire servizi di vendita a distanza in Inghilterra ma, a seconda dell’offerta proposta, occorrerebbero altre registrazioni, tra cui quella presso l'Agenzia di regolamentazione dei medicinali e dei prodotti sanitari (Mhra), per poter disporre del logo comune UE, almeno fino alla fine del periodo di transizione per la Brexit. In una lettera del ministero della Salute (Dh) al Comitato di negoziazione dei servizi farmaceutici (Psnc) del dicembre 2015, che annunciava tagli ai bilanci delle farmacie, il Direttore del settore farmaceutico, Keith Ridge, aveva dichiarato: "Il Dh si consulterà anche sul modo migliore per guidare nuovi modelli di ordinazione di prescrizioni e raccolta di farmaci. Noi desideriamo che ai pazienti venga offerta una scelta più ampia su come ottenere farmaci e consigli. In futuro, i pazienti dovranno poter scegliere se ordinare le loro prescrizioni online e farsi recapitare i farmaci a casa oppure, se preferiscono, "fare clic e collect". Sono passati quattro anni e mezzo dalla lettera di Ridge. Se Amazon sta pianificando di lanciare una propria farmacia online, il Dh potrebbe vedere esaudito il suo desiderio, ma quale sarà il prezzo per le farmacie territoriali? Le farmacie online non sono una cosa nuova in Uk e hanno i loro sostenitori e detrattori, ma nessuno degli operatori storici del mercato inglese dispone delle risorse di un'azienda come Amazon. (EP)