La quinta indagine di settore “La filiera italiana dell’integratore alimentare”, elaborata dal Centro studi di FederSalus e certificata da Iqvia, offre la fotografia di un settore sano, solido e in crescita. Lo testimoniano i dati presentati dal presidente Andrea Zanardi: 3,6 miliardi di euro il fatturato 2019 (84% generato in farmacia), in continuo aumento per il 75% delle 143 aziende intervistate. Anche nel primo quadrimestre di quest’anno -in piena pandemia Covid- il mercato degli integratori alimentari ha raggiunto i 1.042 milioni di euro, con una crescita del 3,7% rispetto allo stesso periodo del 2019 (grande il successo dei prodotti per il sistema immunitario). È un settore che impiega 22mila addetti, “che garantiscono una competenza riconosciuta a livello mondiale”, testimoniata dal continuo incremento dell’export, che incide sul 20,1% del fatturato, raggiungendo i 735 milioni di euro. Esportiamo soprattutto in Spagna, Grecia, Francia, Germania e Romania, ma molto promettenti sono anche i mercati della Cina, Nord America e Russia. Sempre in crescita, inoltre, risultano gli investimenti, destinati soprattutto al marketing e comunicazione (28%), alla ricerca e sviluppo (23%), alla formazione (17%) e ai nuovi impianti (12%).

Va sottolineato, in particolare, come farmacista e medico siano i punti di riferimento del comparto, quelli che danno all’integratore un ruolo riconosciuto nell’ambito della salute e benessere. Lo dimostrano i 28,6 milioni di prescrizioni mediche fatte nel 2019 e il fatto che la farmacia rimanga il principale canale di vendita, dove gli integratori si confermano la seconda voce dopo il farmaco etico.

Anche la ricerca condotta dalla Direzione studi di Intesa San Paolo, presentata da Giovanni Foresti, evidenzia il trend positivo del comparto, in continua crescita: nel 2010 occupava il 12° posto tra i maggiori esportatori di integratori alimentari, mentre nel 2018 ha raggiunto la 7° posizione in classifica, con una quota di mercato del 3,2%. Così come le ricerche di “Elite-Borsa Italiana”, presentate da Mauro Iacobuzio, dimostrano come le 153 aziende analizzate non soltanto aumentino gli investimenti, ma godano di un’ottima solidità patrimoniale.

“I dati raccolti dal nostro Centro studi -afferma Andrea Zanardi, presidente di FederSalus- mostrano un settore che è solido e dinamico, capace di innovare e con un’occupazione che è costante e in crescita”. E ha ricordato i tre punti di forza degli integratori: una funzione preventiva che permette di liberare risorse per il Servizio sanitario nazionale; aziende produttrici solide e che generano occupazione; un indiscusso contributo alla crescita economica nazionale. “Alle Istituzioni dico: non dimenticatevi degli integratori alimentari e aiutateci a poter competere a livello europeo”.