In un articolo apparso sulla rivista mensile “Zoom”, pubblicata dalla Federazione internazionale dei farmacisti (Fip), il presidente della sezione titolari dell’Ordine francese dei farmacisti, Pierre Beguerie, ha dipinto un quadro delle farmacie territoriali durante la crisi causata dal Coronavirus.

Il Governo francese ha da subito riconosciuto il contributo chiave che i farmacisti territoriali avrebbero potuto svolgere per far fronte alla crisi di Covid-19, nell’alleviare il lavoro degli ospedali e dei medici di medicina generale, e a tal fine ha concesso alle farmacie ulteriori opportunità al fine di massimizzare l’uso delle risorse disponibili. Così, per prevenire interruzioni nell’approvvigionamento di prodotti sanitari come la soluzione idroalcolica, tutti i rappresentanti della professione hanno chiesto al ministero della Salute di autorizzare i farmacisti territoriali a preparare la soluzione nelle loro farmacie, secondo le linee guida dell’Oms.

Utilizzando la vasta rete locale, le farmacie sono state inoltre fondamentali per la fornitura di mascherine. Poiché i farmacisti erano in un primo tempo autorizzati a detenere soltanto maschere chirurgiche rivolte agli operatori sanitari, il governo ha esteso l’elenco dei prodotti che potevano essere venduti in farmacia, al fine di equipaggiare anche la popolazione generale. Per garantire la continuità dei trattamenti, i farmacisti territoriali francesi si sono impegnati, in collaborazione con la Croce Rossa, a organizzare servizi di consegna a domicilio durante il lockdown, restando disponibili 24/7 e prendendosi cura anche dei pazienti non-Covid.

Le farmacie sono state autorizzate a rinnovare ai pazienti cronici le prescrizioni ripetute e a dispensare i farmaci ospedalieri

Ma quel che è più interessante e, a nostro avviso, da considerare un utile esperimento da valutare anche per il futuro, è l’autorizzazione concessa alle farmacie a rinnovare le prescrizioni ripetute per i farmaci cronici e a dispensare farmaci ospedalieri ai pazienti che ne avessero bisogno, attraverso la collaborazione con i grossisti. In questo modo i pazienti cronici hanno potuto continuare il loro trattamento, evitando di dover andare in ospedale.

A causa delle difficoltà di accedere al medico di famiglia, il ministero della Salute ha emanato norme relative alle consultazioni a distanza con il Mmg e alla dispensazione di alcuni farmaci speciali, come per esempio la pillola del giorno dopo, solitamente somministrata dal medico di famiglia alla paziente fino alla 5a settimana di gravidanza. In questa occasione, il Ministero ha esteso le disposizioni di erogazione per facilitarne l’accesso attraverso la consultazione remota e per un periodo più lungo (fino alla 7a settimana di gravidanza); alla paziente era sufficiente scegliere la farmacia per incaricarla della somministrazione.

I farmacisti hanno anche accresciuto il loro ruolo di consulenza, soprattutto quando il medico di famiglia era difficile da raggiungere; e insieme agli altri operatori sanitari, associazioni di pazienti e agenzie sanitarie regionali, hanno promosso, nelle loro farmacie, campagne di sanità pubblica rivolte ai pazienti (vaccinazione, diabete infantile, accesso alla pillola del giorno dopo) e azioni di comunicazione per diffondere informazioni di prevenzione relativamente al Covid-19 (misure preventive, azioni da intraprendere in caso di sintomi, ecc.).

Infine, in collaborazione con il ministero degli Affari interni, i farmacisti si sono impegnati in una campagna nazionale volta a denunciare la violenza domestica che, solo durante la prima settimana di lockdown, ha registrato un aumento del 32% nelle zone rurali e del 36% a Parigi. Poiché le farmacie erano i luoghi più visitati durante il blocco, il ministro ha voluto utilizzare la loro rete per facilitare alle vittime l’accesso ai servizi di polizia, attraverso un protocollo di allerta già in uso grazie al dossier pharmaceutique.

In qualità di presidente della Sezione titolari di farmacia, Pierre Beguerie si è dichiarato “orgoglioso del coinvolgimento dei colleghi, della loro mobilitazione e della capacità di organizzare le loro farmacie. Sono stati in grado di rispondere contemporaneamente alle preoccupazioni dei pazienti, al virus e alle aspettative dello Stato. Grazie alla forza della rete, le farmacie hanno dimostrato di essere in grado di assicurare con efficacia la gestione delle cure primarie del paziente.” (EP)