L’emergenza Coronavirus non è stata pesante soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche per il fatturato della farmacia, che risulta in caduta, nei primi sei mesi dell’anno, del 4% rispetto allo stesso periodo del 2019. In base ai dati Iqvia, infatti, il giro d’affari del farmaco con ricetta ha raggiunto nel semestre i 7 miliardi di euro (-5% sul 2019), mentre i prodotti commerciali hanno fatturato 5,1 miliardi (-3%). Ma non è soltanto l’Italia ad andare male in Europa, perché la stessa caduta (-4%) la si registra anche in Germania, e segni negativi si evidenziano anche in Francia e in Spagna, soprattutto nelle vendite dei farmaci di prescrizione.

Ma quali sono le previsioni per i prossimi mesi evidenziate dal “Covid-19 Market Impact-Cross Country Report” elaborato da Iqvia? Tutto ovviamente, dipende dall’andamento del Coronavirus, se si ripresenterà, e come, in autunno e inverno. Ma in ogni caso tre sono i fattori che potrebbero incidere sul movimento dei pazienti nei riguardi della farmacia:

  • L’influenza stagionale, che riempie le farmacie soprattutto nei mesi di novembre, dicembre e gennaio.
  • Il Covid-19 che potrebbe ritornare e, quindi, dobbiamo prepararci a ogni evenienza.
  • Il vaccino di Oxford contro il Covid-19 in Italia, Francia, Germania, Olanda potrebbe essere pronto e distribuito per la fine dell’anno, e altri vaccini possono concludere la sperimentazione in tempi abbastanza brevi. Almeno speriamo.

A questo punto, per poter prepararci al futuro prossimo venturo bisogna fare alcune riflessioni. La farmacia del futuro, dice il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, sarà ”sempre più vicina ai cittadini e informatizzata”. E questa è una certezza su cui possiamo impegnarci. Dobbiamo anche considerare che l’influenza stagionale può colpire 14 milioni di cittadini over 65 anni, oltre ad altre categorie di persone, e il vaccino può essere opportuno anche in caso di una nuova ripresa dei contagi da Covid-19. Dobbiamo quindi prepararci a un paziente influenzato, abituato ora a usare strumenti digitali, che può ordinare via internet un rimedio e riceverlo nel suo appartamento in un tempo ragionevole e a un prezzo interessante. Impegnarsi ad accettare ordini digitali e a consegnare a casa i prodotti desiderati, potrà essere utile, perché la prossimità della farmacia è sicuramente un valore, ma non ci si può affidare solamente ad esso.

Sarà opportuno anche considerare la telemedicina e ampliare la collaborazione medico-farmacista, che in certe situazioni di coronavirus sono risultate preziose. La dematerializzazione delle ricette, il Nre e la tecnologia digitale, possono aiutarci anche nella gestione della cronicità. Non dimentichiamo, infatti, che c’è un potenziale di circa 24 milioni di italiani malati cronici, con una spesa annua stimata in circa 67 miliardi, in crescita nel prossimo futuro visto il trend demografico.

Soluzioni certe per affrontare il futuro non ci sono, ma dobbiamo considerare che quando la situazione diventa complessa e mutevole, è pur sempre l’innovazione a rappresentare l’elemento chiave per competere efficacemente. Ecco un percorso obbligato, e questo vale anche per la farmacia.