Federfarma interviene (circolare prot. 10169/408) in merito alle prescrizioni di farmaci stupefacenti con ricetta dematerializzata (di cui al Dpr 309/90), avendo riscontrato dubbi interpretativi e disomogeneità applicative sul territorio in ordine all’obbligatorietà di taluni elementi prescrittivi, con particolare riferimento all’indicazione della posologia. A tal fine, infatti, ha formulato la propria interpretazione sia al MEF, sia al ministero della Salute, invitandoli a esprimersi in merito.

Nello specifico, è stato segnalato che in alcune Regioni è stata prevista l’obbligatoria indicazione della posologia anche per prescrizioni di medicinali stupefacenti della sezione D, un’affermazione che Federfarma non condivide assolutamente. Essa, infatti, è “notevolmente pregiudizievole, dal momento che riguarda una categoria di medicinali largamente prescritta dai medici e, pertanto, non corrette indicazioni operative sono suscettibili di avere conseguenze negative ancor maggiori, sia per i farmacisti, sia per gli stessi assistiti”.

Proprio per questo Federfarma ha evidenziato ai due Dicasteri come non esistano disposizioni di legge o regolamentari che impongano al medico di indicare anche la posologia per le prescrizioni di stupefacenti compresi nella sezione D. “Una sua eventuale mancanza –precisa Federfarma- non può pregiudicare la validità della ricetta e nessun addebito o contestazione possono essere formulati nei confronti del farmacista che abbia dato corso alla spedizione della ricetta carente del predetto elemento. Tale assunto appare tanto più necessario nella considerazione che il sistema informatico relativo alla ricetta dematerializzata non prevede per le prescrizioni di stupefacenti della sezione D nessun blocco, nel caso il medico abbia omesso di indicare anche la posologia.

Con la stessa circolare, inoltre, Federfarma ricorda come la Determina Aifa del 15 giugno, pubblicata sulla G.U. n. 162 del 29 giugno, abbia modificato il regime di fornitura dei medicinali contenenti il principio attivo «tramadolo» (da solo e/o in associazione), stabilendo che le relative prescrizioni, soggette a ricetta non ripetibile-RNR, non possono avere una cura di durata superiore a 30 giorni. Anche in questo caso potrebbe mancare l’indicazione della posologia -non essendo obbligatoria- ma qualora il medico avesse apposto sulla ricetta anche la posologia, allora bisogna controllare che il numero di confezioni prescritte sia coerente con il limite dei 30 giorni.

Infine, in merito ai medicinali oppioidi, si segnala che Aifa ha pubblicato sul proprio sito un comunicato, nel quale si richiama l’attenzione degli operatori sanitari sulle indicazioni terapeutiche autorizzate, con particolare riferimento a quelli contenenti fentanile e tramadolo, sottolineando che esse non comprendono il dolore di lieve entità. Infine, Aifa ricorda “a tutti i medici e ai farmacisti l’importanza della segnalazione delle sospette reazioni avverse da farmaci, quale strumento indispensabile per confermare un rapporto beneficio rischio favorevole nelle reali condizioni di impiego”.

Ricordiamo, infine, che nel sito internet di Federfarma, alla voce “Approfondimenti” è stata aggiornata la sezione concernente i medicinali stupefacenti.