Già in molte Regioni italiane le farmacie accolgono i vaccini antinfluenzali acquistati dalle Asl e poi li consegnano man mano ai medici, sulla base delle loro prenotazioni. È un servizio utile, che garantisce la conservazione dei vaccini a temperature idonee e nelle quantità desiderate, oltre a fornire al medico un recapito comodo e sempre disponibile. Al momento il servizio si ferma qui, perché la possibilità offerta al medico di effettuare le vaccinazioni anche in farmacia non ha trovato favorevole accoglienza. Eppure questo avviene in molti Paesi europei, dove viene addirittura riconosciuta direttamente al farmacista la possibilità di vaccinare.

Buona ultima anche la Germania, dove ora trova concretezza la legge, approvata l’anno scorso, che autorizza la vaccinazione antinfluenzale in farmacia, sempre che ci sia un locale separato e attrezzato e, in organico, un farmacista formato, con corsi organizzati dall’Ordine professionale. L’Associazione dei farmacisti del Nord Reno, infatti, ha siglato la prima convenzione triennale con l’Aok, una delle più importanti casse malattia tedesche (25 milioni di assistiti), che prevede sia appunto il farmacista a vaccinare, con un compenso di 12,61 euro netti a vaccinazione. Molto probabilmente ora anche altri Stati federali seguiranno l’esempio, come pure le farmacie di altre zone, anche se l’associazione delle cooperative di farmacia tedesche ritiene che un compenso equo dovrebbe aggirarsi sui 15 euro più Iva, in considerazione non soltanto del tempo richiesto per ogni iniezione, ma anche dei costi per i materiali di consumo e l’elaborazione dei dati per il monitoraggio.

Le autorità sanitarie di tutti i Paesi, Italia compresa, dovrebbero peraltro calcolare che l’influenza è la principale causa di assenza dal lavoro e da scuola (10% di tutte le assenza dal lavoro) e che durante il periodo influenzale l’assenteismo aumenta del 56%, provocando una perdita di circa 500.000 giornate di lavoro. In Italia si calcola che il costo complessivo, tra spese dirette (farmaci, ricoveri ecc), indirette (assenteismo e perdita di produttività) e costi intangibili (dolore, peggior qualità di vita) sia pari a 2,86 miliardi di euro. La vaccinazione diventa allora la miglior strategia non soltanto dal punto di vista sanitario, ma anche sotto il profilo del rapporto costo-efficacia. Infatti, i costi Ssn e Inps si ridurrebbero a circa 1,56 miliardi di euro, garantendo così alle casse pubbliche un risparmio pari a 1,3 miliardi di euro.

Che permettere di vaccinare i cittadini anche nelle farmacie consenta di ampliare, e di molto, la copertura antinfluenzale non vi sono più dubbi, ed è proprio questo il motivo per cui in tanti Paesi del mondo (dalla Francia, all’Inghilterra, agli Usa e così via) viene offerta questa possibilità ai cittadini. Lo conferma ora lo stesso presidente dell’Aok Renania Amburgo, Gunter Waltermann, che così motiva l’accordo fatto con i farmacisti: La vaccinazione antinfluenzale è una delle misure preventive più importanti ed efficaci: con le farmacie del territorio aumentiamo i tassi di copertura”.